Distretti balneari. I benefici per le reti d'impresa estesi anche ai nuovi insediamenti Spiagge. Nel ddl comunitaria la soluzione al nodo della liberalizzazione chiesta dalla Ue Secondo il Tci nel 2010 si è raggiunto il record storico di visitatori: 37,4 milioni ROMA. Se sarà ancora record lo si potrà intuire una volta tirate le somme delle presenze nei luoghi d'arte nelle festività pasquali e durante il week-end del primo maggio. Le attese sono positive, perché questo fine settimana la maggior parte di musei e siti archeologici sarà aperta e anche per la festa del lavoro non chiuderà, grazie all'accordo firmato nei giorni scorsi tra ministero dei Beni culturali e rappresentanze sindacali. Nel 2010 fu proprio il trimestre primaverile - che fece registrare il 35 delle presenze - a dare la scossa per far raggiungere il risultato storico di 37,4 milioni di visitatori dei luoghi d'arte. Una performance - come mette in evidenza uno studio del Touring club italiano, che ha elaborato i dati dell'ufficio di statistica dei Beni culturali ancora più significativa se si considera che è arrivata dopo due anni di flessione. Nel 2008 e 2009, infatti, le presenze si erano fermate rispettivamente a 33 e 32,3 milioni. E questo dopo che dall'inizio del decennio la linea aveva praticamente puntato sempre verso l'alto: nel 2001 erano state registrati 29,5 milioni di ingressi, che nel 2007 erano arrivati a 34,4 milioni, con una leggera flessione rispetto al 2006 di circa 130mila presenze, che negli anni successivi è però diventata un vero e proprio tonfo. L'anno scorso, dunque, la ripresa. E in grande stile. Almeno guardando i semplici numeri. C'è, però, da considerare - come avverte il Touring e lo stesso Ministero - che il record è senz'altro influenzato da un nuovo metodo di rilevazione delle presenze al Pantheon (istituto a ingresso gratuito): l'attuale sistema è più attendibile, mentre i numeri registrati in passato erano sotto-stimati. E non si tratta di inezie: nel 2009 i visitatori del mausoleo erano stati 1,7 milioni e l'anno prima 1,8 milioni. Anche nel 2006 (anno in cui gli ingressi complessivi hanno toccato i 34,5 milioni), al Pantheon hanno messo piede in 1,7 milioni. L'anno scorso, invece, il nuovo metodo ha riscontrato 4,7 milioni di presenze. Più che raddoppiate. In ogni caso, anche a voler considerare ciò, la crescita c'è stata e potrebbe aver giocato un ruolo (ma il condizionale è d'obbligo, perché non ci sono riscontri in tal senso) la creazione della nuova (e contrastata) direzione della valorizzazione, al cui vertice si è insediato nell'estate 2009 il manager Mario Resca. E c'è poi l'effetto delle mostre, che anche nel 2010 hanno catalizzato centinaia di migliaia di persone verso i luoghi d'arte. La ricerca del Touring mette in evidenza che i musei e i siti archeologici sono visitati soprattutto da giovani e giovanissimi al di sotto dei 18 anni. E qui gioca un ruolo fondamentale la scuola, perché - come ha registrato l'Osservatorio del turismo scolastico del Touring - i soli viaggi di istruzione mettono in moto oltre 63omila studenti delle superiori, che si muovono principalmente verso destinazioni storico-artistiche. Anche se non per effetto di tali ingressi (i giovani non pagano), nel 2010 sono comunque aumentati i ricavi delle biglietterie, che hanno raggiunto i 104,5 milioni di euro (7,7 in più rispetto al 2009). In questo caso non si è, tuttavia, trattato di record, perché la quota più alta appartiene al 2006, quando si raggiunsero i 106 milioni. Sui maggiori introiti - così come sulla crescita degli ingressi - ha anche influito l'aumento dei circuiti museali, che - sottolinea il Touring - nel 2010 erano 29 (contro i 21 del Duemila). Il fatto che musei grandi e piccoli facciano sistema, ha maggiore appeal sui visitatori, perché consente con un unico biglietto di visitare più siti Si può, però, fare di più. Come afferma Franco Iseppi, presidente del Touring, «il turismo rappresenta una risorsa imprescindibile del nostro Paese e come tale deve essere sostenuto e rafforzato, favorendo la formazione di professionisti del settore. Se i milioni di stranieri che vengono in Italia potessero fermarsi un giorno in più per visitare i nostri musei, la ricaduta sulle economie comunali sarebbe sostanziale. Noi siamo da sempre impegnato su questo versante, ma senza un sistema organizzato e globale, gli sforzi risultano spesso dispersivi e i tempi di successo lenti».