L'assessore regionale: «Non ci sono i soldi per finanziare l'iniziativa a Trieste». La replica: «Si dimetta» «Quest'anno abbiamo già aderito alle isole espositive della Mostra delle Regioni a Roma. Quindi, al progetto del Padiglione Italia non possiamo aderire». Elio De Anna, assessore regionale alla Cultura, gela così le speranze in un finanziamento da parte della Regione di Vittorio Sgarbi (che intanto ha "sospeso" le proprie dimissioni, comunque in precedenza solo annunciate, da curatore del Padiglione e continua dunque a lavorare per la sua organizzazione) e dello staff che ne supporta le iniziative "allargate" a completamento della proposta della Biennale di Venezia in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. L'idea progettuale su Trieste è quella di utilizzare il Magazzino 26 all'interno del Porto vecchio. A proposito di mostra "diffusa", il ministero dei Beni e le attività culturali aveva incaricato ufficialmente il 16 febbraio scorso la società Arthemisia Group Srl per le attività di supporto al coordinamento organizzativo e di sviluppo del progetto. De Anna parla peraltro di «scelta già comunicata» dalla Regione al ministero. Proprio Arthemisia, fra l'altro, ha predisposto uno schema di convenzione da sottoporre a tutte le Regioni per i vari allestimenti legati al Padiglione Italia. «Non abbiamo risorse - chiarisce ancora De Anna -. Mi sono confrontato anche con il presidente Tondo e il suo staff ma la proposta è per noi tardiva. Dovremmo infatti andare nelle variazioni di bilancio ma ora le priorità sono altre». Furibonda la reazione di Sgarbi: «De Anna non si preoccupi. I soldi li trovo io. È ridicolo che dica che non li ha, ed è grottesco che li butti via in altre manifestazioni minori». L'ira sgarbiana cresce da un secondo all'altro: «Intanto De Anna dovrebbe studiare, non lo ascolto nemmeno. Farebbe bene a dimettersi, vada a fare l'agricoltore. Uno gli risolve i problemi, si fa autorizzare l'utilizzo del Magazzino 26 e poi lui si permette di dire queste cose? E io lo commissario di fatto, allora. De Anna non ha la coscienza della propria regione». Ma non è finita: «De Anna dica a me se non ha i soldi, me lo dica - continua Sgarbi -. L'iniziativa di una Biennale allargata l'ha voluta direttamente il presidente del Consiglio dei ministri. Pertanto De Anna ha commesso, con queste dichiarazioni, una scorrettezza nei confronti dello Stato. La sua è una grave insubordinazione».