Venezia. Giovanna Damiani soprintendente al Polo museale al posto del critico Vittorio Sgarbi «sospende» le sue dimissioni da curatore del Padiglione Italia della Biennale e fa capire che resterà, ma intanto Galan ha già scelto il suo successore alla Soprintendenza del Polo Museale Veneziano: Giovanna Damiani, che già ricopre l'incarico ad interim. L'incarico della dottoressa Damiani attuale soprintendente per i Beni Storici e Artistici di Parma e Piacenza è stato prorogato sino a fine mese, proprio in attesa dell'esito del bando per il ruolo, indetto dai Beni Culturali. La storica dell'arte moderna di origine toscana ha vinto il ballottaggio con Fabrizio Vona, soprintendente per i Beni Artistici e Storici della Puglia e Basilicata, l'altro candidato «forte» sulla base di titoli e anzianità, dopo l'esclusione di Sgarbi. La nomina sarà formalizzata nei prossimi giorni dal direttore generale del Ministero Antonia Pasqua Recchia. Nelle prime dichiarazioni la Damiani non lesina rassicurazioni per Sgarbi e il suo Padiglione Italia della Biennale: «Da parte mia ci sarà la massima collaborazione, con il Ministero faremo tutto il possibile». Dietro le accuse del critico ferrarese («non mi concedono gli spazi di cui ho bisogno per ospitare tutti i miei artisti») c'è un «equivoco», sostiene Damiani, «non è che gli spazi non glieli abbiamo messi a disposizione, ci sono lavori in corso, faremo di tutto perché il progetto Biennale non abbia a soffrire di questa situazione oggettiva, ma questo a Sgarbi è stato anche dimostrato dal ministero, gli sono state proposte anche molte alternative». Sgarbi comunque non si rassegna e continua la sua battaglia legale per il ritorno veneziano da soprintendente, che vede strettamente legato anche al suo ruolo alla Biennale. Sgarbi ha dato incarico al suo legale, Giampaolo Cicconi, perché proceda «penalmente contro il diretto generale Recchia». L'accusa: «Turbativa di gara, avendo diffuso notizie false e avendo male indirizzato il suo ministro con tradimento della sua funzione. L'eccesso di burocrazia porta a un logoramento nel pensiero con gravi danni alle istituzioni per le quali si presta servizio e arrivando fino all'inganno di uno sprovveduto ministro naturalmente incompetente». E chissà se Giancarlo Galan, sentendo queste nuove dichiarazioni, insisterà ancora perché Sgarbi che ha chiesto anche la tutela sindacale della Cgil per la sua mancata nomina resti alla guida della Biennale italiana. «Sicuramente organizzerò le mostre regionali previste per la mia Biennale spiega il critico ma quanto al Padiglione Italia, ci sono almeno quaranta artista "esuberanti" per mancanza di spazi. Troveranno Galan e la Recchia dove metterli». In uno scambio di lettere con Sgarbi in cui il critico annuncia la"sospensione" dal suo incarico, Recchia gli scrive: «Il danno che deriva a questo Ministero dall'incertezza in ordine alla curatela della partecipazione dell'Italia alla Biennale è enorme e non ulteriormente sostenibile». E la telenovela continua.