Piazza Armerina. Continua a impoverirsi, mediante la sottrazione di opere antiche, statue, quadri e altro, da parte dei soliti ignoti, il patrimonio storico e artistico esistente nelle chiese e in altri palazzi antichi di Piazza Armerina. Ancora una volta è stata presa di mira la chiesa di Santa Veneranda ubicata in uno dei quartieri storici, quello della Castellina, dove nei giorni scorsi è stata rubata una statua del '600, raffigurante Santa Apollonia protettrice dei sofferenti del mal di denti (una diaconessa nativa di Alessandria d'Egitto). Ad accorgersene sono state alcune donne che si accingevano a fare delle pulizie all'interno della stessa chiesa; un lavoro bisettimanale, fatto con grande cura e amore, dopo che la stessa chiesa da qualche settimana è stata chiusa al culto perché dichiarata inagibile e quindi pericolosa per i fedeli. Santa Veneranda non è nuova a questi furti ad opera di ignoti, visto che negli ultimi anni varie denunce sono state fatte dal parroco, padre Ciulo, che ha in cura la stessa chiesa di Santa Veneranda, quella del Priorato di Sant'Andrea e buon ultima anche quella di Fundro' in piazza Garibaldi. La polizia che sta effettuando le indagini per trovare indizi utili per risalire ai responsabili, anche se a tutt'oggi brancola nel buio, ma si nutrono, da parte dei responsabili, delle speranze per ritrovare almeno questa antica statua in legno del '600. Piazza Armerina ormai è preda di questi saccheggi, senza che si trova il modo di debellare questa piaga. Le denunce di furti nelle chiese (Santa Veneranda, Teatini, Santa Maria di Gesù), compresa a suo tempo anche la Basilica della Cattedrale , sono diventate di moda e, malgrado i controlli da parte delle forze dell'ordine, non si arriva a trovare ne il ladro ne le opere sottratte. Questi furti da parte di ignoti, sono aumentati in questi ultimi anni, avendo preso di mira, quest'ultimi, quelle chiese che per una ragione o un'altra sono state chiuse al culto. Bisogna fare qualcosa di veramente tangibile se si vuole salvare quello che è rimasto (ben poco), ma bisogna fare in fretta e con una programmazione ben articolata. «Riaprire al culto queste chiese recuperandole, ristrutturandole, prevedendo impianti d'allarme e persone che si dedicano al controllo» questo è quello che chiedono i cittadini. La Soprintendenza dovrebbe fare la sua parte, partecipando attivamente a questo recupero.