Il sottosegretario ai Beni culturali sulla gestione dei fondi Oltre 545 milioni di fondi non spesi giacciono nelle soprintendenze statali italiane: è la denuncia del sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro. Che sottolinea: «Vuol dire che qualcosa non funziona e che occorre porvi rimedio. Dovremmo occuparci soprattutto di questo nei prossimi giorni», una priorità che, specifica Giro, è chiara anche al ministro Galan. In occasione di un sopralluogo sullAppia antica, il sottosegretario ha ribadito ieri che giudica inconcepibile non utilizzare somme di questa entità «in un momento nel quale il governo è costretto a tagliare le risorse per risanare i propri conti pubblici. Insomma: non si possono esigere dallo Stato maggiori risorse se poi non si è in grado di spenderle». La ragione di questo mal funzionamento sarebbe in una normativa «complessa e troppo farraginosa» mentre, daltra parte, la funzione di indirizzo affidata al ministro e al sottosegretario non «può in alcun modo incidere sulla funzione di gestione che è invece attribuita alle soprintendenze regionali e speciali e alle direzioni. A spendere meno sono proprio le soprintendenze speciali. A Pompei restano da spendere 28 milioni su 51; la Soprintendenza archeologica di Roma su 95 milioni disponibili non riesce spenderne 75, una quota pari all80; al Polo museale di Venezia il 78 delle risorse non vengono spese, in quello fiorentino il 66 e in quello romano il 61,5. Questa deriva deve essere fermata». Quanto a Roma, Giro dichiara che 14 milioni sono stati "trovati" allinterno della contablità speciale dei Beni archeologici non ancora "modulati": «Devono essere ancora assegnati per progetti da definire e per me ci sono tre priorità: Villa Quintili, la Crypta Balbi e il restauro della Casa delle Vestali».