Delibera della giUnta Iervolino Individuato il complesso di San Severo al Pendino Un museo dedicato alla Resistenza: nella città decorata con la medaglia doro al valor militare proprio per essere insorta, prima in Italia, contro linvasore tedesco. E averlo costretto alla ritirata, alla fine del settembre 1943, dopo quattro giornate di combattimenti strada per strada. Sarà il complesso monumentale di San Severo al Pendino, in via Duomo, civico 286, a ospitare il Museo della Resistenza. Lex chiesa sconsacrata è stata finora prevalentemente utilizzata come spazio espositivo. La gestione verrà affidata allAssociazione dei partigiani italiani (Anpi). Il provvedimento preso allunanimità dalla giunta comunale, sottolinea il sindaco Rosa Russo Iervolino, «assume un significato particolarmente importante in occasione del 66esimo anniversario della Liberazione, che celebreremo tra qualche giorno». La decisione della giunta segue di qualche settimana lintitolazione a Maddalena Cerasuolo dellantico Ponte della Sanità. Proprio durante le Quattro Giornate i tedeschi tentarono di farlo saltare, perché essenziale alle comunicazioni tra lhinterland e il centro della città: lazione degli occupanti nazisti fu però contrastata da un gruppo di giovani combattenti guidati dalla 23enne Cerasuolo che, in virtù di una raccolta di firme tra gli abitanti del quartiere, dà oggi il nome allimponente ponte in muratura edificato duecento anni fa per volontà di Gioacchino Murat. Questa e tante altre le storie narrate dai documenti che saranno custoditi nel Museo della Resistenza. Che nasce con lintento, insiste la Iervolino, di «preservare e valorizzare il patrimonio storico e culturale che è alla base dei principi di libertà e democrazia fondanti della nostra Costituzione» e insieme di incoraggiare «iniziative utili a tramandare questo patrimonio e renderlo vivo e percepibile tra i nostri giovani». Il Museo della Resistenza, prosegue il sindaco, «arricchirà ulteriormente quel polo museale che già conta, nel centro cittadino, numerose strutture pubbliche e private dedicate alla valorizzazione di memorie antiche e moderne. Vi saranno raccolti i documenti delle Quattro Giornate e della Resistenza in Campania e le testimonianze della cultura napoletana tra le due guerre». Per coltivare il ricordo di quegli avvenimenti e delle donne e degli uomini che li resero possibili.