Il Tar ha respinto il ricorso della Golfo srl stabilendo che quel manufatto non può diventare un albergo NAPOLI Volevano costruirci un albergo, e invece no, sembra proprio che il «manufatto in cemento armato a struttura cellulare composto da cinque livelli» (per il Tar), il «mostro di Posillipo» (secondo altri, da non confondersi con il serial killer Andrea Rea) rimarrà tal quale. Il Tribunale Amministrativo Regionale, con sentenza depositata venerdì scorso, ha respinto il ricorso proposto dalla società Immobiliare Golfo srl, difesa dall'avvocato Ferdinando Scotto, che intendeva ottenere l'annullamente della disposizione dirigenziale numero 97 del 9 luglio 1998. Disposizione che, per l'appunto, rigettava l'istanza di concessione edilizia per la costruzione di una struttura alberghiera. La società è proprietaria del manufatto che funge da sostegno per la terrazza panoramica soprastante, che si trova davanti alla chiesa di Sant'Antonio a Posillipo, avendolo acquistato a suo tempo dalla Speme spa. Quest'ultima, aveva già sottoscritto una convenzione col Comune di Napoli nell'ottobre del 1960. All'ente pubblico spetta, invece, il diritto di proprietà sulla terrazza soprastante. Il Comune di Napoli aveva negato l'autorizzazione a costruire un albergo, motivandola col fatto che il piano regolatore ritiene quella zona un «parco di particolare interesse paesistico» . Ancora, l'edificio ricade in area vincolata, e compresa nel piano territoriale paesistico di Posillipo, che la individua come «zona di protezione integrale» . La società, che in virtù di accordi presi precedentemente fra i vecchi proprietari e l'ente comunale, riteneva di aver diritto a costruire la struttura alberghiera, ha fatto ricorso al Tar per far valere le proprie ragioni. Ma il Tar, con l'ultima sentenza, ha respinto il ricorso inoltrato dalla società tramite i suoi legali, stabilendo che quel manufatto non può trasformarsi in un albergo. 18 aprile 2011
Mostro di Posillipo niente albergo
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso della società Immobiliare Golfo srl, che aveva chiesto l'annullamento della disposizione dirigenziale del 1998 che rigettava l'istanza di concessione edilizia per la costruzione di un albergo. La società, proprietaria del manufatto che funge da sostegno per la terrazza panoramica, aveva acquistato l'edificio a suo tempo dalla Speme spa, che aveva già sottoscritto una convenzione col Comune di Napoli. Il Comune aveva negato l'autorizzazione a costruire un albergo, motivandolo con il fatto che la zona è un parco di particolare interesse paesistico e che l'edificio ricade in area vincolata.
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