«Chiudo i battenti di Napoli sotterranea, mi vergogna di dover chiedere scusa ai turisti costretti ad un vero e proprio slalom fra i rifiuti". Enzo Albertini, l'inventore di uno dei percorsi più ambiti dai turisti, getta la spugna dopo aver visto le montagne di spazzatura davanti all'ingresso del sito. Stop alle visite. Il gruppo di stranieri, accompagnato dalla guida, si avvia verso il «teatro romano» di Napoli Sotterranea; Enzo Albertini, l'inventore di quel percorso affascinante e ambito dai turisti, esce in strada assieme alla gente, si scusa personalmente per lo slalom tra l'immondizia al quale i visitatori sono costretti, poi si sfoga. «Domani sarà l'ultimo giorno di visite. Se continua in questa maniera chiudo i battenti di Napoli Sotterranea, mi vergogno di dover chiedere scusa ai turisti una umiliazione che non merito». Per raggiungere l'incredibile «basso» nel quale c'è un letto montato su ruote che si sposta e consente di aprire la botola che conduce ai resti del teatro, bisogna necessariamente passare per vicolo Cinquesanti dove, all'altezza della chiesa della Scorziata, c'è sempre un cumulo di immondizia: «Solo che diventa ogni giorno più grande. Stamattina (ieri ndr) hanno rimosso qualcosa, ma ora, alle sette di sera, il cumulo è già ricresciuto. Non ne possiamo più. La montagna di sacchetti e pattume in due giorni diventa alta due metri e invade quasi per intero la sede stradale - si sfoga Enzo Albertini - puliscono solo quando arriva una troupe televisiva o cinematografica, purtroppo accade di rado. Fare turismo in questa città è una impresa a perdere. Adesso basta». Quando dice «adesso basta», l'inventore del percorso «Napoli Sotterranea», intende basta per davvero, e si spiega meglio: «Concedo un altro giorno agli amministratori di questa città. Se entro domani sera i cumuli sulla strada saranno ancora al loro posto, chiuderò la Napoli Sotterranea e resterò all'esterno spiegando qual è lo schifo in cui viviamo». Sta anche facendo preparare un grande cartello: chiuso per immondizia, colpa dei politici napoletani. «Lo esporrò all'ingresso, lo farò tradurre anche in inglese, francese e tedesco, tutto il mondo deve conoscere lo schifo in cui siamo costretti a vivere e nel quale accogliamo i nostri visitatori». La folla di turisti lungo via Tribunali è un fiume: gruppi organizzati, coppie, gite scolastiche. Telecamere e macchine fotografiche a centinaia: «E sapete qual è la fotografia più ambita dai turisti? - chiede scoraggiato Albertini - quella vicino ai cumuli di immondizia. Lo so che sembra la solita iconografia del dramma napoletano ma è proprio così. Se qualcuno non mi crede lo invito a trascorrere una sola giornata con me tra i decumani: scoprirà che l'attrazione principale di Napoli è l'immondizia. Ecco perché ho deciso che se non cambieranno le cose io chiuderò la Napoli Sotterranea».