VENEZIA - In tre anni la Fondazione musei civici punta ad incrementare il fatturato da 20 a 25 milioni. Il fulcro dello sviluppo saranno quelle che il presidente, Walter Hartsarich, chiama le "nuove aree economiche": merchandising, reti di vendita, collaborazioni, eventi e caffetterie. Questo, per sommi capi il contenuto del piano di sviluppo 2011-2013, un piano non ancora definitivo, che ha lasciato abbastanza soddisfatti i consiglieri delle commissioni Cultura e Bilancio. «Il nostro obiettivo - ha detto il presidente - è rendere la Fondazione sempre meno dipendente da palazzo Ducale, fino a raggiungere una quota del 50 per cento. Al momento, le cose non stanno così. Solo ieri (mercoledì, ndr), ad esempio, sono stati registrati 8mila visitatori. Altri musei funzionano bene, ciò che va rivisto assolutamente è il Correr». Ciò su cui punta la nuova gestione è un marketing più aggressivo soprattutto verso i turisti del litorale e un progressivo miglioramento dell'offerta. «Su molte cose siamo molto lontani dallo standard mondiale - ha ribadito Hartsarich - pensiamo ai servizi igienici, ma anche alle caffetterie e ai bookshop. Stiamo lavorando. Vorremmo ad esempio mettere le caffetterie all'ingresso, ma la Soprintendenza ci stoppa. Così intercettiamo 1'8 per cento dei visitatori, altri musei fallo 1'80. Oppure la vendita di oggettistica: il Louvre ricava da queste cose il 40 per cento del suo fatturato e per questo apriremo anche un corner shop all'aeroporto e, magari, un negozio in piazza S. Marco con linee dedicate. Tante le idee messe sul campo anche dal segretario organizzativo Mattia Agnetti: applicazioni per smartphone e tablet per intercettare i giovani, incrementare le vendite via web ("Oggi è troppo complicato prenotare") e un nuovo marchio, "MuVe" raccolto in un cubo con accanto il leone in "moeca". Infine il marketing: «Ogni museo va promosso per se stesso e non come fondazione». I prezzi, oggi diversi per ogni museo, saranno accorpati in fasce da 5, 8 e 14 euro.