Il ministro per i beni culturali: priorità dopo Pompei Galan: «I Nuovi Uffizi sono una delle priorità del mio mandato» La fiammella della speranza, in effetti, l'ha accesa qualche giorno fa il segretario generale del Ministero per i beni e le attività culturali, Roberto Cecchi. Prendendo la parola al convegno «Tutela e fruizione» organizzato dalla Fondazione Nuova Antologia, Cecchi parlò di «fondi disponibili», ovvero dell'esistenza di complessivi 34 miliardi di euro di risorse provenienti dalla Ue nella disponibilità delle Regioni, per il periodo 2007-2013 «che però non vengono spesi». Di questi, sottolineò il segretario generale, 1-2 miliardi sono fondi per gli «attrattori culturali», fondi che andranno riprogrammati. La questione è stata ripresa ieri dallo stesso ministro Galan grazie ad alcune dichiarazioni rilasciate al Sole24ore, attraverso le quali ha affermato che pendere i soldi a disposizione dei beni culturali è possibile e che il cantiere dei Nuovi Uffizi di Firenze rientra tra le priorità, insieme a Pompei e alla Galleria dell'Accademia di Venezia. In pratica è l'assicurazione che i fondi rimasti nei cassetti non sono persi. Semmai, non riuscire ad utilizzarli «è una colpa gravissima sulla quale non bisogna cercare attenuanti. C'è una lentezza esasperante - ha detto Galan al quotidiano economico - che dovremmo correggere con procedure più snelle, per esempio dal punto di vista legislastivo cercherò di portare a 1,5 milioni la soglia degli appalti. E poi ci sono le carenze di personale, abbiamo 38 posizioni di vertice ad interim, importanti figure capaci di unire competenze gestionali, scientifiche e di storia dell'arte». «Non considero - ha spiegato il ministro - persi i soldi non ancora utilizzati ed è un delitto non usare i finanziamenti a disposizione, certo possiamo dare una priorità agli interventi. Penso prima a Pompei per la quale vi sono due candidature di finanziamento, poi a Firenze e all'appalto per gli Uffizi e ancora a Venezia alla Galleria dell'Accademia. Certo - ha aggiunto - chi lavora con i beni culturali difficilmente andrà in pareggio e lo Stato ha un ruolo fonda, mentale nella tutela. Ma perché - si chiede il numero uno del Mibac -. intorno a Pompei non c'è un albergo o un ristorante degni di questo nome?». Inoltre nel mirino di Galan finiscono, poi, le contabilità speciali: «Credo siano troppe, ma sto studiando il problema. In ogni caso bisognerà trovare il modo di spendere i soldi e attrarre anche quelli dei privati con una legge che favorisca le donazioni private. Bisogna instillare nella mente della gente e dei governanti che il patrimonio culturale è l'eredità italiana più importante di tre millenni». Come si può comprendere, le dichiarazioni di Galan somigliano molto a una sorta di «manifesto d'intenti» per la corretta gestione del Mibac, anche se di strada ce n'è da fare ancora. Cercando di approfondire la materia, abbiamo contattato il portavoce del ministro, Franco Miracco, il quale ha chiarito che «ancora non sono stati fatti i conti, perché a Firenze, oltre agli Uffizi, ci sono anche da trovare i fondi per il nuovo Parco della Musica delle Cascine». In tutto si parla di una cifra intorno ai 120 milioni di euro che devono esser trovati nel giro di breve tempo. Ma non è il solo problema. «Non si può spendere tutto, subito e bene - ha proseguito Miracco - bisogna fare le cose con calma. Quando siamo subentrati, abbiamo trovato un ministero con grandi capacità ma un poco addormentato. Però posso garantire che nessuno ha ancora quantificato cifre di intervento». Nonostante quest'ultima precisazione, e nonostante dai responsabili amministrativi del Mibac non giungano segnali utili a capire ulteriormente la vicenda, informata delle dichiarazioni del ministero Galan, la soprintendente speciale per il Polo Museale fiorentino, Cristina Acidini, ha dichiarato di ritenere «un'ottima indicazione e un giusto riconoscimento di priorità» l'aver inserito i Nuovi Uffizi tra le opere destinatarie dei fondi «recuperati» tra quelli di provenienza europea ma non spesi. C'è solo da sperare che con tutti questi segnali positivi, il cantiere dei Nuovi Uffizi possa vivere una nuova fase di sviluppo. Perché ad esempio, nonostante i fondi (esistenti) per il primo lotto, la consegna delle nuove 8 sale al piano nobile degli Uffizi, destinate ad accogliere i dipinti degli stranieri, ancora non si sa quando verranno consegnate al Polo, allestite e saranno aperte. La sensazione - e non da oggi - è che nel cantiere le cose vadano un po' troppo lentamente. Ben vengano quindi delle risorse ulteriori, ma sarebbe auspicabile anche un controllo più costante da parte dei responsabili del ministero. D'altronde si tratta del cantiere del primo museo d'Italia...