Sulla scrivania il catalogo di Sotheby's giugno 2004. Aperto sulla pagina del Ritratto di dama a figura intera, Scuola spagnola del XVII secolo. «Molto interessante. All'asta è stato bloccato dalla Sovrintendenza perché c'è diritto di prelazione. Per prenderlo basterebbero 10-l5mila euro. Chissà...». Libro dei sogni e cordoni della borsa sempre più stretti. Passano così le giornate di Ettore Albertoni, leghista doc, professore e assessore alle Culture della, Regione. Con la Carta Greuter ce l'avete fatta. «Un'operazione che si inserisce nella linea di difesa del patrimonio culturale che la Regione persegue con impegno». E mezzi economici? «Beh, purtroppo quelli a disposizione non sono poi cosi ingenti». E allora? «Cerchiamo di spendere bene in azioni mirate e funzionali al principio che la cultura è fattore di sviluppo morale ed educativo, ma anche sociale ed economico». Concetto difficile da far passare? «Può sembrare ovvio, ma è una conquista recente che deve ancora guadagnarsi il giusto spazio: è ora di capire che 40mila euro per il Capodanno celtico sono ben spesi». I rapporti con Roma come sono? «Al ministero spetta la tutela delle opere d'arte, a noi la valorizzazione. Dalla collaborazione deriva un processo virtuoso che rafforza una presenza attiva non solo nella valorizzazione dei beni culturali, ma anche nel compiersi dei progetti come la Mediateca o la Biblioteca europea di informazione e cultura». Cifre? «Dedichiamo alla valorizzazione dei beni il 72 per cento del bilancio, mentre il resto va a servizi e attività culturali. E poi siamo impegnati anche in 40 accordi di programma». Cosa significa? «Che su 64 milioni di euro all'anno, 44 vanno ai beni, 17 nella spesa corrente. Da metà 2000, quando sono arrivato, abbiamo investito in tutto 189 milioni di euro». Non le bastano? «In Lombardia ci sono almeno 100mila edifici storici, di cui appena 10mila già tutelati». Un bell'impegno. «Sì e io ho i fondi pro capite del mio collega del Molise. Ma lì ci sono 300mila abitanti, un quartiere di Milano. Qui siamo 9 milioni e 200mila, 1.541 Comuni e 11 Province. Sono le dimensioni di uno Stato». Quindi? «Aspettiamo la devoluzione». Nel frattempo? «Restauro e conservazione di beni, 450 musei e raccolte, 2200 biblioteche e archivi storici con 20 milioni di volumi che fanno della rete lombarda la più importante, catalogazione dei beni, società operaie di mutuo soccorso, attività culturali, promozione educativa, teatro, musica, cinema, multimedialità». Un esempio concreto? «Alla mostra "Miti greci" a Palazzo Reale è esposta la collezione di reperti archeologici Lagioia che la Regione ha acquistato dagli eredi». E poi? «Il fondo Testori, con 107 autografi manoscritti e dattiloscritti, il fondo Graziani depositato al Centro studi e documentazione della Rsi, San Benedetto Po e il museo della cultura padana, le sale Teresiane, la collezione di posateria Sambonet al Castello, la collezione Sacchi alla Triennale, il recupero del Duomo di Pavia che stava crollando».
La cultura lombarda ha gli stessi fondi pro-capite del Molise. Intervista a Ettore Albertoni
Ettore Albertoni, leghista e assessore alle Culture della Regione Lombardia, parla del ruolo della Regione nella valorizzazione del patrimonio culturale. La Regione dedica il 72% del suo bilancio alla valorizzazione dei beni culturali, mentre il resto va a servizi e attività culturali. Ettore Albertoni spiega che la Regione ha investito 189 milioni di euro da metà del 2000 e che ci sono ancora molti edifici storici da tutelare. La Regione lavora con il ministero per tutelare le opere d'arte e valorizzare i beni culturali. Ettore Albertoni esprime la speranza che la Regione possa ottenere la devoluzione di fondi per la valorizzazione del patrimonio culturale.
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