«A Roma bisogna migliorare la situazione sia per quanto riguarda la sovrintendenza archeologica, sia per quanto riguarda il polo museale. Si fanno troppe cose varie, le risorse vengono impegnate ma non vengono mai spese, rimangono congelate all'interno delle contabilità speciali». Lo ha detto il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Maria Giro, parlando a margine di un sopralluogo nel parco dell'Appia Antica. «Noi abbiamo scoperto di avere circa 80 milioni euro disponibili che sono nella contabilità speciale della sovrintendenza ai Beni archeologici, che però non vengono concretamente impiegati - ha spiegato Giro - io mi prendo l'impegno di mettere un occhio nella contabilità speciale della Sovrintendenza ai Beni archeologici, non si può continuare in questo modo. Mentre la struttura del commissario Cecchi lavora, appronta le gare, procede nella realizzazione dei progetti (senza andare mai in deroga alle procedure) - ha proseguito - la Soprintendenza fatica a spendere i soldi che possiede». Interpellato sui motivi di questa situazione, Giro ha risposto: «In alcune aree non abbiamo neanche il direttore amministrativo (sono gli archeologi, gli architetti e i funzionari costretti a fare un lavoro che non è il loro), laddove c'è, qualcosa non funziona».