L'archeologia a Roma? «Ci sono 80 milioni di curo nella contabilità della Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma che non vengono spesi per un blocco amministrativo». L'affondo è di Francesco Giro, sottosegretario ai beni culturali, durante un sopralluogo al cantiere di restauro della chiesa di San Nicola sull'Appia Antica: «Abbiamo speso già 70 mila curo per il restauro e intendiamo spenderne altri 700 mila per mettere in sicurezza, consolidare l'intera struttura e aprirla ai cittadini di Roma, credo nell'arco di un anno», dice l'esponente del Governo. Sui fondi non spesi, Giro se la prende con la burocrazia: «I progetti ci sono, i soldi da assegnare anche, ma i lavori rimangono sospesi perché non si sviluppano le procedure, tra bandi, gare, appalti dei lavori - dice il sottosegretario - Le norme sono tante, farraginose, controverse. E purtroppo c'è carenza di personale». Poi, l'annuncio: «Abbiamo trovato 14 milioni all'interno della contabilità speciale dei Beni archeologici non ancora modulati. Devono essere ancora assegnati per progetti da definire e per me ci sono tre priorità: Villa Quintili, la Cripta Baldi e il restauro della Casa delle Vestali».