Durante una campagna di scavi della Soprintendenza scoperta a Romans una necropoli longobarda fra le più vaste d'Italia. Una quindicina di nuove tombe longobarde, che vanno ad aggiungersi alle altre 250 rinvenute finora nel corso delle 6 precedenti campagne di scavo attuate dal 1986 ad oggi, sono venute alla luce in questi giorni nella locale necropoli in località San Giorgio di via Molino a Romans d'Isonzo. La zona e interessata da una nuova campagna di scavo finanziata dalla Soprintendenza per i beni archeologi del Friuli Venezia Giulia. I lavori di scavo, che si protrarranno per circa un mese sul terreno privato della famiglia di Renato De Cillia, già oggetto di ispezioni precedenti, vengono eseguiti dalla ditta Geo Test di Trieste, del titolare Luis Torelli. Dopo il loro rinvenimento, solamente alcune delle nuove tombe sono state al momento ispezionate e hanno regalato alcuni significativi corredi. In una, infatti, è emerso un coltello, sistemato a fianco del braccio destro del defunto. Un'altra sepoltura ha fatto emergere i resti di una ciotola, che probabilmente conteneva del cibo, nel rispetto delle usanze pagane del popolo longobardo, che accanto al defunto ponevano degli alimenti affinché il trapassato potesse alimentasi nell'aldilà. Nei prossimi giorni saranno riportate alla luce le altre tombe per verificare la presenza di altri oggetti legati al periodo longobardo in modo da poter ricostruire in modo più preciso la storia dei Longobardi sul nostro territorio e l'importanza della necropoli. I nuovi lavori di scavo vengono seguiti con molto interesse sia dagli amministratori locali, che hanno già realizzato negli anni scorsi due mostre sui reperti raccolti finora a Romans, sia dal locale gruppo di ricerca "I Scussons", con in prima linea il presidente Germano Pupin e il segretario Ivaldi Calligaris, che si sono sempre impegnati per valorizzare la necropoli longobarda, che merita ricordare è venuta casualmente alla luce nel 1986 ed è considerata come una delle più vaste d'Italia. La presenza della necropoli comunque sta a testimoniare come i Longobardi fossero ben presenti a Romans ritenendolo un centro importante, sulla via di comunicazione tra Aquiliea e Cividale, allora sede ducale longobarda.