Esposte dopo il restauro le tre tele sulla storia di Ester concepite per il soffitto della Chiesa di San Sebastiano VENEZIA - Tre splendide gemme, solitamente incastonate nel soffitto della navata della chiesa di San Sebastiano, ad un'altezza di 12 metri, da oggi e fino al 24 luglio, si possono ammirare da vicino a Palazzo Grimani. Si tratta delle tre tele, di grandi dimensioni, due ovali e una quadrata, ispirate alla storia di Ester, dipinte tra il 1555 e il 1556 da Paolo Veronese. L'artista, che già aveva dato prova delle sue capacità nella decorazione di Palazzo Ducale, vi mise mano a 27 anni, realizzando, in tal modo, il suo capolavoro giovanile. Lo dimostrano il solido impianto prospettico del "Ripudio di Vasti"; l'audacia degli scorci nella magnifica coppia di cavalli, bianco e nero, del "Trionfo di Mardocheo"; la lucentezza, insieme a una stupefacente varietà cromatica, dei colori ne "L'incoronazione di Ester". Colori restituiti al loro splendore dopo il restauro. Questo, contestuale all'intervento sulla cornice lignea dorata, è iniziato nel 2008 e si è concluso da poco. E' stato finanziato, per una spesa complessiva di 500.000 euro, dal Comitato Privato, Save Venice e diretto, quanto alle tele, da Giulio Manieri Elia, per la soprintendenza. Dopo le analisi iniziali, è stato rimosso lo strato di vernici incongrue che offuscavano le figure. "Queste sono tornate a risplendere - ha spiegato, ieri, all'inaugurazione Manieri Elia - ma con la conseguenza di far risaltare l'opacità del cielo, appesantito da una ridipintura del 1830. Restituire al cielo la sua trasparenza e la dinamicità delle nubi è stato l'intervento più complesso." Il risultato lo si può ammirare appunto a Palazzo Grimani, che si rivela contenitore quanto mai consono. A fine estate i dipinti saranno collocati nel loro contesto originale, ma i restauri, sempre sovvenzionati dal Save Venice, continueranno, con l'intervento sulle tele dedicate al santo titolare della chiesa; quello sul pavimento e, infine, come ultimo atto, sulla facciata. Sempre in stretta collaborazione tra la Sovrintendenza e la Curia Patriarcale. All'inaugurazione è intervenuto Franco Miracco, in rappresentanza del ministro Giancarlo Galan, che dopo aver ricordato i due eventi della giornata, la restituzione del negozio Olivetti alla città e la mostra di Palazzo Grimani, ha dichiarato: "Siamo qui per rimediare agli errori del passato e reintegrare le procedure legali." Niente nomi, ovviamente, ma chi ha orecchie per intendere intenda (e a Sgarbi saranno fischiate...).