A Pozzuoli un mausoleo di epoca romana con resti di decorazioni e stucchi risalente al II secolo dopo Cristo è stato profanato dai tombaroli e trasformato in una discarica a cielo aperto. La clamorosa scoperta è stata fatta ieri mattina da finanzieri, grazie a una segnalazione anonima. POZZUOLI. Un mausoleo di epoca romana con resti di decorazioni e stucchi risalente al II secolo dopo Cristo profanato dai tombaroli e trasformato in una discarica a cielo aperto lungo l'antica via Domitiana: duemila anni di storia cancellati e sepolti sotto tonnellate di pneumatici e quintali di rifiuti speciali. La clamorosa scoperta l'hanno fatta ieri mattina i finanzieri del comando provinciale di Napoli e della compagnia di Pozzuoli. Epilogo di una indagine lunga e complessa, partita da una segnalazione anonima. «Sotto Torre Poerio c'è una tomba di epoca romana, trasformata in discarica». Una delazione inviata al comandante della guardia di finanza di Pozzuoli, il capitano Michele Ciarla, che con scrupolo e testardaggine ha subito avviato i controlli. Pedinamenti in borghese, osservazioni dall'alto con le immagini del sistema Gps di Google Maps, sorvoli della zona con un elicottero. Sotto controllo è finita un'area di mille-settecento metri quadrati in via Arco Felice Vecchio, a poche centinaia di metri dalla porta fatta costruire dall'imperatore Domiziano nel I secolo dopo Cristo sulla via omonima in direzione dell'antica Baia. Ad attirare l'attenzione dei finanzieri sono stati, soprattutto, i quintali di pneumatici. Quasi milleduecento. Disseminati nei pressi del rudere della Torre Poerio: costruzione difensiva fatta edificare nel Seicento a difesa del "vicereame spagnolo. Gomme di autovetture, ma anche scarti di materiale edile. Tutto accatastato al lato di un vecchio rudere. La presenza di questi rifiuti speciali in un'area requisita ad un privato dalla Protezione civile dopo la seconda ondata del bradisismo, a metà degli anni '80, e bonificata da poco dall'ufficio tecnico comunale di Pozzuoli, ha fatto scattare i sospetti. E ieri mattina all'alba c'è stato il blitz delle fiamme gialle, con la clamorosa scoperta. «Abbiamo verificato che la Torre Poerio era ormai diventata un deposito abusivo, colmo fino al tetto, di migliaia di pneumatici in disuso - spiega il capitano Ciarla - Ma a destare sospetti sono stati soprattutto quei cumuli di pietre e materiale di risulta sotto i quali abbiamo scoperto un cunicolo sotterraneo che dava accesso al mausoleo di epoca romana». Nel corso delle operazioni, le Fiamme gialle si sono accorte che una porzione del casolare semidiroccato su un lato di Torre Poerio era stata deliberatamente fatta crollare allo scopo di occultare altri rifiuti, nascosti nella zona sottostante il livello di calpestio. Gli pneumatici posizionati in fila e il materiale di risulta posto quasi a voler occultare qualcosa sottostante hanno destato sospetti. I militari hanno allertato immediatamente i tecnici dell'ufficio beni archeologici di Cuma della Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei e, con una pala meccanica, hanno rimosso il materiale di risulta provocato dal crollo. È venuto alla luce, così, l'ingresso di un cunicolo sotterraneo, delimitato da travi in marmo. Attraverso una scala, già sistemata sulla parete laterale del cunicolo da ignoti, le fiamme gialle e gli archeologi si sono calati nel sottosuolo. E c'è stata la scoperta ufficiale, visto che i tombaroli avevano già rinvenuto e trafugato il monumento funebre nelle scorse settimane. Dinanzi ai militari è apparsa la camera del mausoleo funebre, con evidenti segni di asportazione di parte degli intonaci affrescati. Secondo quanto riferito dai tecnici, poi, il mausoleo - realizzato in una zona utilizzata dai romani per la realizzazione di opere funerarie - sarebbe costituito anche da altri vani, attualmente non accessibili, che presumibilmente potrebbero custodire reperti di valore storico. Una scoperta che ha fatto scattare l'immediato sequestro penale dell'intera area e la denuncia a piede libero della proprietaria del fondo, la 64enne incensurata di Pozzuoli M.C. e dell'occupante abusivo, un 48enne pluripregiudicato di Pozzuoli con piccoli precedenti alle spalle. Una scoperta che ridisegna la mappa dei monumenti nella zona flegrea. Sotto un cumulo di rifiuti. La scoperta Denunciati proprietaria e occupante abusivo Verifiche dopo segnalazioni anonime Il cunicolo Cumuli di pietre davanti all'ingresso il sito già profanato dai tombaroli L'inchiesta Nel mirino i controlli dell'ufficio tecnico sulla bonifica dell'area Per ora ci sono due persone indagate con l'accusa di violazione delle norme a tutela dell'ambiente, ma non è escluso che l'indagine si allarghi a macchia d'olio. Investendo, innanzitutto, i responsabili dell'Ufficio Tecnico comunale di Pozzuoli. Guardia di finanza e procura vogliono vederci chiaro. Ricostruendo le tappe di una vicenda che comincia alla fine degli anni '80, quando la Protezione civile requisì un'area da destinare al campo container. Campo rimasto lì per anni. Fino a quando I'Utc ha avviato, attraverso una ditta privata, i lavori di bonifica per restituire il fondo alla proprietaria. «Stiamo indagando - si limita a dire il capitano Ciarla - per capire come è stata portata avanti la bonifica». La sezione reati ambientali della procura ha già aperto un fascicolo. Com'è stato possibile che in una zona sottoposta a rigidissimi vincoli paesaggistici e storico-archeologici sia stato deturpato un monumento del Seicento e ridotta a discarica abusiva una tomba di epoca romana? Chi doveva controllare? Il commissario prefettizio al Comune di Pozzuoli, Roberto Aragno, ha chiesto una relazione ai suoi tecnici, mentre dal Comune replicano che «tutto è stato compiuto nel pieno rispetto della legge con i lavori di bonifica completati mesi fa, dopodiché il fondo agricolo è tornato nella disponibilità del proprietario privato». Si indaga, mentre Verdi e Pd di Pozzuoli preannunciano una interrogazione parlamentare e chiedono l'intervento del ministro Galan.
Pozzuoli, discarica abusiva nel mausoleo romano
Il mausoleo romano di epoca II secolo dopo Cristo, trasformato in discarica a cielo aperto, è stato scoperto ieri mattina da finanzieri. La scoperta è stata fatta grazie a una segnalazione anonima. Il mausoleo, situato in via Arco Felice Vecchio, è stato profanato dai tombaroli e trasformato in discarica a cielo aperto. La zona è stata controllata dai finanzieri, che hanno trovato 1.200 pneumatici e altri rifiuti speciali. La presenza di questi rifiuti speciali in un'area requisita ad un privato dalla Protezione civile dopo la seconda ondata del bradisismo, a metà degli anni '80, ha fatto scattare i sospetti.
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