22.11.2004 Dove la legge regionale lo consente gli enti locali hanno rialzato gli oneri di urbanizzazione. Intanto inizia il countdown per le domande Strada sempre in salita per il condono edilizio. Le leggi regionali hanno creato una vera e propria giungla di adempimenti per la sanatoria e, nella maggior parte dei casi, hanno fatto lievitare i prezzi fissando al rialzo del 100 i costi di oblazioni e oneri concessori (si veda quanto anticipato da Italia Oggi Sette del 18102004). E non solo. Dove le leggi regionali hanno lasciato dei margini di manovra sono intervenuti i comuni che in questi giorni, stanno rimettendo mano ai conteggi e, in molti casi, stanno procedendo ad aumenti sul fronte deli oneri di urbanizzazione. È il caso, per esempio di Milano, Ancona, Genova e Torino. Intanto iniziano ad arrivare i primi dati sulla presentazione delle istanze. Secondo un monitoraggio di Confedilizia è in testa Bari, dove sono state presentate circa 5.196 domande, ma lo sportello del comune ha ricevuto 6.567 prenotazioni, a Palermo sono arrivate 4.500 domande, a Napoli circa 1.600. La capitale: l'aggiornamento è fermo a prima della sentenza della Corte costituzionale del 31 luglio, e cioè a 32 mila istanze di regolarizzazione. Cifre comuni poi, a Bologna, Genova e Catania, dove sono state presentate tra le 1.200 e 1.300 domande. Fanalino di coda Firenze, dove prima dell'entrata in vigore della legge regionale erano arrivate solo 87 domande. E mentre tra stop and go le domande di regolarizzazione hanno ripreso ad arrivare agli sportelli degli enti locali, sul condono edilizio 2004 si allunga l'ombra dell'arretrato: secondo le stime dell'ordine dei geometri ci sono ancora 2,5 milioni di domande dei due precedenti condoni del 1985 e del 1994 che attendono di compiere l'iter dell'istruttoria. Anche in questo caso i comuni procedono in ordine sparso: mettendo in campo una task force arretrato, come il comune di Roma, o aprendo corsie preferenziali di smaltimento pratiche: ricorrendo alla possibilità dell'autocertificazione, come a Napoli, o ipotizzando rigetti tout court ai solleciti delle istanze senza risposta, come ad Ancona. I tecnici del ministero delle inrastrutture sono comunque al lavoro per riuscire ad avviare in tempi rapidi un sistema di monitoraggio nazionale in rete dell'abusivismo. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi Sette il dipartimento guidato da Michele Colistro sperimenterà con la provincia di Latina un monitoraggio sistematico on-line dell'abusivismo. Ma la sanatoria edilizia 2004 quanto costerà? A Matera in media un cittadino per regolarizzare gli abusi più piccoli spenderà intorno ai 5 mila euro Mentre per Napoli o Roma gli esperti del comune fanno sapere che è difficile fare una valutazione delle spese complessive e che il conto sarà diverso caso per caso. E come si suoi dire queste stime fanno i conti senza l'oste, nel senso che bisogna aggiungere alle varie imposte anche i prezzi delle consulenze professionali. «Gli adempimenti sono moltissimi e le incombenze e le responsabilità sono davvero molteplici», dichiara a ItaliaOggi Sette Paolo Panunzi, presidente dell'ordine nazionale dei geometri, «le soluzioni per i professionisti sono due o forfetizzare prendendo come base le tariffe nazionali o prevedere un onorario a discrezione con lettera di incarico». Ma ecco in vista della scadenza di presentazione delle domande al 10 dicembre come è il condono edilizio in alcune città prese in esame da ItaliaOggi Sette. Milano. Tutti in fila per il loft. Secondo la delibera della giunta comunale «il fenomeno dell'abusivismo nel capoluogo lombardo è principalmente circoscritto nelle opere di modifica della destinazione d'uso e in particolare al riutilizzo degli immobili industriali dismessi, i cosiddetti loft». La giunta comunale ha dunque deliberato l'aumento degli oneri di urbanizzazione nella misura del 50 per le domande in sanatoria presentate dopo l'entrata in vigore della legge 19104 e per gli interventi abusivi non conformi al piano regolatore (rientrano anche le abitazioni realizzate nella zona industriale e gli ampliamenti che non hanno rispettato le volumetrie massime previste dal piano. Aumenti del 30 invece per gli interventi che hanno rispettato le volumetrie massime di piano regolatore generale e per le ristrutturazioni edilizie con cambi d'uso diversi da quanto previsti dal piano regolatore; rincari del 20, infine, per gli interventi di ristrutturazione edilizia conformi al piano regolatore. La deliberi ha anche precisato che all'atto della presentazione della domanda del condono sia versato il 50 degli oneri. Quattromila le richieste di sanatorie presentate nei diversi stop and go normativi che hanno accompagnato il condono edilizio. Ma il numero delle domande, secondo le stime dell'assessorato allo sviluppo del territorio, entro il 10 dicembre è destinato a raddoppiare. Per evitare code e corti circuiti gli uffici del comune seguiranno orari straordinari ma è stato attivato anche il canale informatico con la possibilità di scaricare e presentare le domande via internet. E proprio per le domande scaricate e presentate via web il comune stima di poter definire le istruttorie delle domande entro i tempi previsti dalla normativa per non far scattare, entro 24 mesi, il silenzio assenso. Genova. Aumenti anche a Genova dove la giunta ha approvato l'aumento degli oneri di costruzioni e dei diritti di segreteria. Sono state già inoltrate circa 1.400 domande, ma anche in questo caso si deve tenere conto delle interruzioni dell'estate, e dunque in dirittura arriveranno circa 3 mila domande. Sportello dedicato anche per il comune di Genova. I tecnici della città ligure si attendono soprattutto richieste di regolarizzazione di opere interne, difformità ai progetti già autorizzati o in corso d'opera, cambi d'uso, e piccoli corpi di ampliamento edilizio. L'arretrato del comune riguarda circa 500 pratiche per cui si sta procedendo alla archiviazione o al diniego. Roma. Nessun aumento per la capitale in quanto ci ha già pensato la legge regionale del Lazio a stabilire il tetto massimo di aumento. I tecnici del comune non forniscono una stima sui costi medi per un cittadino ma la sensazione è che rispetto al precedente condono i costi saranno più alti. Il numero delle domande è fermo a 32 mila anche se dopo il 12 novembre sono riprese ad arrivare allo sportello dedicato. Il comune poi ha attivato sul web la possibilità della presentazione delle domande per evitare le code e gli affollamenti degli ultimi giorni. Per quanto riguarda l'arretrato, comunque, la capitale ha ancora circa 330 mila pratiche aperte. Per queste pendenze la task force del comune si sta orientando a rigettare le domande dopo una serie di inviti alla regolarizzazione andati a vuoto. Mentre per le domande giacenti per cui è stata pagata una prima rata e non si è continuato con i versamenti si sta procedendo ora all'iscrizione a ruolo delle somme non riscosse. Napoli. Ancora in stand by i cittadini partenopei. La regione Campania ha infatti approvato a tempo ormai scaduto, dopo il 12 novembre, la legge che disciplina la sanatoria edilizia nella regione. Secondo i tecnici dell'assessorato all'edilizia, dunque, i cittadini sono ancora in una fase di studio del provvedimento e non si sono registrati dunque aumenti nella presentazione delle domande ferme al numero di 1.600. Anche nel capoluogo campano si provvederà a sanare piccoli ampliamenti volumetrici, e cambi delle destinazioni d'uso, mentre i casi dei più gravi abusi edilizi sono localizzati in prevalenza nelle periferie. Sul fronte delle passate edizioni dei condoni le pratiche aperte sono ancora numerose: oltre 50 mila. Per far fronte all'arretrato infatti il comune ha deliberato la possibilità di velocizzare le domande attraverso le procedure di autocertificazione per gli abusi più piccoli. Matera. Situazione tranquilla nella città della Basilicata. Nessun aumento deliberato dalla giunta comunale e pochissime le domande presentate. «La legge regionale ha già previsto soglie massime per i rincari», racconta a ItaliaOggi Sette Gaetano Santarsia, assessore all'urbanistica. «Finora sono state presentate solo quattro domande e comunque con la legge restrittiva che ha approvato la regione non ci aspettiamo un incremento eccessivo delle istanze». Il costo medio del condono parte da un minimo di 5 mila euro. «Ma i prezzi sono destinati a salire nei casi di siti rurali per cui per 50 metri quadri si potrebbe arrivare a spendere oltre 10 mila euro», calcola Santarsia. Ancona. Raddoppiati gli oneri di urbanizzazione ad Ancona. «Abbiamo deliberato un aumento del 100 per gli oneri di urbanizzazione mentre siamo ancora in fase di studio per quel che riguarda la normativa regionale», afferma Roberto Stecconi, assessore alla casa e al condono. Le domande sono dunque ancora in stand by e i tecnici stanno ancora valutando le indicazioni della legge regionale. Saranno condonate per lo più verande, garage, balconi. «Ci aspettiamo circa 2 mila domande al 10 dicembre e arriveranno nella maggior parte dei casi gli ultimi giorni». Un numero di domande equivalente è quello rimasto in arretrato dai vecchi condoni. «Il comune sta studiando un provvedimento straordinario per il rigetto delle domande nei casi in cui è diventato difficile rintracciare il proprietario», Anche le consulenze sotto l'effetto del caro condono Si fa presto a dire condono. La galassia di eggi regionali ha infatti moltiplicato gli adempimenti burocratici che i cittadini devono allegare all'istanza di regolarizzazione. Quasi tutte, per esempio, prevedono di alegare la perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle opere eseguite e la certificazione attestante l'idoneità statica delle stesse opere, redatte da tecnici abilitati e iscritti ne-li albi professionali. Diventa dunque una scelta obbligata rivolgersi al consulente per ar seguire l'iter della propria pratica. «L'attività del consulente è diversificata da regione a regione ma anche da comune a comune per via della moltiplicazione degli adempimenti burocratici», spiega Paolo Panunzi, presidente dell'ordine dei geometri. Un elenco lungo di compiti e incombenze e di responsabilità che diventa non valutabile anche in termini di costi. «I costi da nord a sud sono diversi e anche in misura consistente, è certo però che, in termini di oneri concessori e oblazioni questo condono per i contribuenti presenterà un conto più alto di quelli precedenti», valuta il residente dell'ordine dei geometri. Per un locale commerciale di 100 mq, il conto dei vari balzelli sì aggira intorno ai 136 uro al metro quadro e alla fine si arriva a calcolare circa 25 mila euro: «E al cliente può anche convenire di raderlo al suolo e ricostruirlo con un progetto ex novo e stavolta on le autorizzazioni», esemplifica il presidente dei geometri. Spesso poi c'è anche la questione arretrato condono: «Stimiamo che in Italia ci sono ancora pendenti, da chiudere circa 2 milioni e mezzo di pratiche dei due precedenti condoni», calcola Paolo Panunzi, e questo provoca anche un effetto stratificazione dei condoni, «su un immobile può accadere di dover chiedere il condono su un'opera già in precedenza condonata». Un altro problema da risolvere poi per i professionisti è quello che riguarda le aree vincolate e il meccanismo del silenzio rifiuto sull'opera che rientra nell'area in questione: «Con quel tipo di meccanismo si creerà moltissimo contenzioso per il Tar», prevede Panunzi. Ma tornando alle parcelle dei professionisti, esiste il tariffario nazionale ma non esistono delle voci ad hoc per il condono edilizio ma piuttosto si procede per prassi su due binari: gli importi saranno concordati o sulla base del tempo impiegato dal professionista per l'assistenza burocratica e professionale oppure sulla base di un compenso voce per voce sulla base del tariffario. Un altro paletto dunque sulla strada della presentazione delle domande: «H boom delle domande non c'è stato ancora», continua Panunzi, «c'è interesse ma ancora gli stessi professionisti sono in una fase di studio degli adempimenti». E poi ci sarà una corsa contro il tempo per le domande, corsa a cui i geometri vorrebbero porre un rallentamento con la richiesta di proroga. «Invieremo una nota ufficiale questa settimana. Riteniamo però che è davvero necessaria visto che il quadro normativo si è completato solo al 12 novembre e la scadenza per le domande è al 10 dicembre», evidenzia Panunzi. E non solo. La situazione operativa è resa ancora più complicata dai nuovi software avviati a novembre dall'Agenzia del territorio per il catasto «programmi che hanno bisogno di un periodo di rodaggio», conclude Panunzi.
Italia Oggi
22 Novembre 2004
LAVORI PUBBLICI
CR
Cristina Bartelli
Italia Oggi
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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