ROMA - Pale eoliche a Civita di Bagnoregio: per il segretario generale dei beni culturali si possono fare con i dovuti accorgimenti. Nel giorno in cui viene siglato il protocollo d'intesa per rilanciare il borgo di Civita, suona come una nota stonata la possibilità velata che lo scempio delle pale eoliche sulle colline circostanti abbiano, in un certo senso, il bene placido del ministero per i beni culturali. Il segretario generale Roberto Cecchi, messo di fronte alla richiesta venuta da Vittorio Sgarbi di prevedere un vincolo nell'intera area dei calanchi, e al fatto che la realizzazione del parco eolico comprometterebbe il paesaggio, ha fatto capire che l'esigenza energetica del Paese deve essere capace di convivere anche con le bellezze storiche. "Dobbiamo essere capaci di guardare a una collaborazione tra la salvaguardia dei beni culturali e la realizzazione di nuovi impianti energetici - dice Cecchi -. L'Italia deve raggiungere un'autonomia e una qualità energetica pulita. Si tratta soltanto di utilizzare strumenti in grado di far convivere il patrimonio artistico con le nuove strutture. Verosimilmente ci sarà la possibilità di poter limitare l'impatto di un impianto eolico sulle colline limitrofe a Civita di Bagnoregio, utilizzando gli strumenti e le regolamentazioni esistenti". Dunque Se il parere del segretario generale del ministero dei beni culturali è vincolante, nei fatti l'impianto eolico nelle colline di Bagnoregio si potrà fare limitandone l'impatto sull'area di Civita di Bagnoregio. Purtroppo le regolamentazioni a cui fa riferimento il dottor Lecchi non sono altro che linee guida e indicazioni non vincolanti. Basteranno per evitare che il panorama, la storia e la bellezza paesaggistica di Civita di Bagnoregio siano ferite a morte? Forse da chi deve salvaguardare i beni culturali italiani ci si aspettava una posizione ben più rispettosa e difensiva di Civita di Bagnoregio.