Il caso. L'ex assessore Croppi: «L'idea della privatizzazione è del sindaco, non di Emanuele». Sit-in del Pd Il giorno delle proteste, ma anche delle spiegazioni. Centrosinistra e sindacati (Pd, Cgil, associazione Atir che ha fatto ricorso al Tar contro le nomine del Palaexpo) organizzano un sit-in sotto il Palazzo delle Esposizioni, a via Nazionale. L'Idv, con Stefano Pedica, chiede «le dimissioni di Emanuele». Il coordinatore nazionale dell'Uil-Pa Paolo Liberati si augura «che il Comune abbandoni il progetto di privatizzazione». Sul Palaexpo le polemiche non accennano a placarsi. Anche alla luce delle voci di un possibile addio di Emmanuele Emanuele a luglio, cioè alla fine del suo mandato. Nel mirino anche il protocollo, firmato il primo ottobre 2009 dal Comune con la «Fondazione Roma» di Emanuele: 4 milioni di euro, in cambio delle cariche di presidente e presidente del collegio dei sindaci. Per il Campidoglio, quell'accordo lo firmò Umberto Croppi: «Ma il protocollo spiega l'ex assessore alla Cultura ricalca ed è la continuazione di quello stipulato con Veltroni sindaco. Si tratta di un atto pienamente legittimo che consente alla Fondazione di conferire un importante contributo all'istituzione pubblica e che aveva come logica contropartita una presenza negli organi di controllo della spesa». Accordo che ricorda anche Dino Gasperini, attuale responsabile della Cultura: «Gli accordi con la Fondazione Roma risalgono al 2007», dice. In epoca veltroniana, importi e cariche erano diversi: «Erano ricorda Croppi 3 milioni per la vicepresidenza. Poi sono diventati 4 per presidenza e presidente dei revisori dei conti» . Visto così, non un grande affare per il Campidoglio. Che però aveva fretta di chiudere, anche se Emanuele sarebbe stato disposto ad offrire anche di più. Secondo Croppi «il Comune si garantiva il pieno controllo sulla gestione, attraverso la nomina dei membri del Cda e, soprattutto, del direttore generale, che è titolare di tutti i poteri sostanziali. Per le Scuderie del Quirinale, poi, ogni decisione è affidata a un comitato scientifico in pieno accordo con la Presidenza della Repubblica». Ma non sarebbe stato più giusto, e più trasparente, fare un bando pubblico per trovare «mecenati» disposti a sborsare più soldi? «E giusto quando c'è una cessione di valore, o se un'azienda guadagna in termini economici odi notorietà. Nel caso del Palaexpo, è una forma di sponsorizzazione da parte di un soggetto che non produce utili». Croppi difende il ruolo della «Fondazione Roma»: «Il contributo di quattro milioni va accolto come un fatto positivo. E il progetto di privatizzazione è un'intenzione del sindaco Alemanno. Se ci sono comportamenti non corretti o inopportuni, questi sono in capo all'amministrazione comunale». Si dice che l'idea del Campidoglio nasca da una questione economica, risparmiare i io milioni l'anno che servono a gestire il Palaexpo: «Il movente è quello. Ma non può essere sufficiente: c'è anche una questione di immagine, di scelte politiche. Inoltre ci sono passaggi molto delicati: la liquidazione dell'azienda speciale, la ricollocazione dei dipendenti, il coinvolgimento di una struttura del Quirinale. E poi, tutto questo, non può essere fatto con una gara ad inviti: ci vorrebbe un bando europeo». Nel frattempo, però, Emanuele è sul punto di lasciare e andrà via a luglio, a fine mandato. E la «Fondazione Roma» avrebbe già rescisso, unilateralmente, il protocollo: per il 2011, il contributo sarà solo di 2 milioni. Croppi conferma: «Mi risulta dice che il diritto di recesso previsto dal protocollo sia già stato esercitato: la Fondazione lo poteva fare, se cambiava l'assessore alla Cultura, il sindaco o tutta la giunta». Il destino del presidente? «Da quello che so dice l'ex assessore Emanuele andrà via dal primo luglio». A meno che, dopo le polemiche, non si riapra il discorso sulla privatizzazione del Palaexpo.
Roma. Palaexpo, progetto del sindaco
Il sindaco di Roma, Alemanno, ha lanciato l'idea di privatizzare il Palaexpo, un impianto sportivo pubblico. L'ex assessore alla Cultura, Emanuele, ha affermato che l'idea non è sua, ma del sindaco. I centrosinistra e i sindacati hanno organizzato un sit-in sotto il Palazzo delle Esposizioni per protestare contro la privatizzazione. L'ex assessore alla Cultura, Umberto Croppi, ha difeso il ruolo della Fondazione Roma, che ha firmato un protocollo con il Comune per finanziare il Palaexpo. Croppi ha affermato che il progetto di privatizzazione è un'intenzione del sindaco e che il Comune si garantiva il controllo sulla gestione del Palaexpo.
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