Piero Camber (Pdl): nulla di scritto. Bassa Poropat: improbabile trovare i soldi Prefettura: se l'idea si concretizzerà studieremo come spostare il Punto franco «Ma qualcuno ha parlato con la Biennale, un ente autonomo? C'è una carta scritta? Che autonomia decisionale ha Vittorio Sgarbi? Perché fare variazioni di bilancio per trovare i soldi, in Regione complicatissimo, se poi tutto non è che un "desiderata" triestino senza solide basi?». E con queste domande che ieri Piero Camber ha risposto all'appello del sindaco Dipiazza, reduce dalla riunione in Prefettura dove è stato annunciato che Porto vecchio potrebbe essere la sede della «Biennale diffusa» come costola dell'esposizione veneziana. E dove si è ipotizzata la temporanea sospensione del Punto franco per consentire l'accesso al pubblico. Alla riunione dei capigruppo di maggioranza hanno risposto solo Camber (Pdl) e Maurizio Ferrara (Lega), quest'ultimo consenziente in pieno coi dubbi del collega. Oggi alle 13 summit-bis, di tutti i capigruppo. Ma Fabio Omero (Pd) già si dice entusiasta: «Grande idea di Sgarbi, fa bene Dipiazza a voler cogliere la palla al balzo. Ma servirebbero collegamenti rapidi fra Trieste e Venezia: linea diretta di treni, o aliscafi». La questione però è in una nuvola, per adesso. E non solo perché lo stesso Sgarbi, che il ministro Galan non ha accontentato con la nomina a soprintendente di Venezia, ieri ha confermato le dimissioni dalla Biennale. «Il ministro non può contraddire gli accordi, con me e con la Biennale - commenta il critico -, e ora mi sono dimesso. È tutto fermo. Ma comunque vada dopo Pasqua il lavoro riprenderà. Se si fa la Biennale, si riaccende anche il meccanismo delle altre sedi, per Porto vecchio dobbiamo ora valutare l'agibilità». Ma servono 250 mila euro. Comune e Regione per dare 100 mila a testa dovrebbero fare una variazione di bilancio. Ieri il portavoce di Sgarbi, Pietro Colavitti, ha prospettato alla Fondazione CRTrieste una richiesta di contributo, forse 50 mila euro, ma forse anche di più proprio perché l'idea dell'aliscafo è già in campo. «Inoltre la linea che collega Trieste a Rovigno (che gode di contributi europei) potrebbe investire nell'operazione». Camber però è cautissimo: «Voglio prima garanzie che non ci muoviamo per niente, come per l'Expo. Il ministro Galan ha bocciato come "non intelligente" questa proposta, e dunque?». Gli accordi con tutte le Regioni, racconta sempre il portavoce del critico, erano stati presi al ministero degli Esteri. Era assente solo il Friuli Venezia Giulia perché era in corso il cambio di assessore alla Cultura (da Molinaro a De Anna). De Anna ha mandato a Roma un assenso successivo. Si parla di esporre 400 opere, in sette sezioni, nel Magazzino 26. Provenienti dai 18 paesi Ince e dal Friuli Venezia Giulia. Se ne occupa, ma non ha ancora un incarico ufficiale, Giuliana Carbi (Trieste contemporanea): «Abbiamo chiesto dei "portfolio" agli artisti entro il 30 aprile - dice -, nulla di formalizzato». La Prefettura, che ha ospitato enti locali, Soprintendenza, Autorità portuale, Camera di commercio e i concessionari di Porto vecchio (Portocittà) per una presa d'atto, mantiene la massima prudenza, specie sull'ipotesi di sospendere il Punto franco, operazione che l'Autorità portuale si era detta disposta a favorire. «Nulla è deciso - afferma la dirigente Maria Carbone -, la mostra è ancora un'ipotesi, e non sappiamo se ci sarà o meno la necessità di agire sul Punto franco, né quale sia lo strumento giuridico per intervenire. Se la Biennale diventerà cosa concreta, cominceremo a studiare la materia». La mostra dovrebbe aprire il 2 luglio, per durare fino a novembre. Tempi strettissimi. Lo fa notare Maria Teresa Bassa Poropat, presidente uscente e candidata della Provincia che pone un problema dirimente: «L'idea è culturalmente molto bella - dice - ma preoccupano i tempi, siamo in periodo elettorale. Un'amministrazione in scadenza non può fare variazioni di bilancio. Dunque è improbabile che si possano trovare i fondi».
Trieste. Biennale in Porto Vecchio. Sui fondi è buio pesto
La Prefettura di Trieste ha annunciato che Porto vecchio potrebbe essere la sede della Biennale diffusa, come costola dell'esposizione veneziana. La mostra dovrebbe aprire il 2 luglio e durare fino a novembre. Tuttavia, la realizzazione della Biennale richiede fondi, che potrebbero essere trovati con variazioni di bilancio della Regione e del Comune. La Prefettura mantiene la massima prudenza sull'ipotesi di sospendere il Punto franco, operazione che l'Autorità portuale si era detta disposta a favorire. La mostra è ancora un'ipotesi, e non sappiamo se ci sarà o meno la necessità di agire sul Punto franco.
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