Pompei chiusa, sindacati divisi Personale in assemblea sindacale», sarà questo il cartello che accoglierà quei turisti che avranno, da domenica di Pasqua a martedì con il lunedì dell'Angelo per lo mezzo la (s)fortuna di presentarsi ai cancelli degli Scavi di Pompei. Perché se l'assemblea regge e qualche dubbio c'è il sito (ma anche quelli di Oplontis, Stabia e Boscoreale) dalle 8.30 alle 10.30 del mattino sarà inaccessibili. Che si arrivi fino in fondo ad una protesta eclatante, almeno per i tempi con la quale è stata proclamata, nessuno vuole scommetterci. Perché dei sindacati che hanno inizialmente firmato il documento di protesta Cgil, Cisl, Flp, Rdb e Unsa proprio la Cgil ieri sera ha inviato una lettera ai propri delegati chiedendo di «revocare spiega Gaetano Placido, coordinatore del comparto ministeri della Cgil l'assemblea, tenuto conto del particolare periodo di festa. Un gesto che non ci sottrae, però, dal pieno sostegno alla vertenza in atto». Perché la punta di lancia del malcontento dei lavoratori degli Scavi è la situazione contrattuale oramai insostenibile: turni massacranti per un organico carente; emolumenti mensili e spettanze accessorie non corrisposti; rapporti tesissimi con la Soprintendenza. Insomma, il sindacato si spacca: la Cgil si ritira, la Uil non partecipa, anzi, «giudica un suicidio la chiusura dei siti ed un errore strategico con effetti micidiali, tenuto conto che sono i tre giorni di maggior afflusso dei visitatori italiani e stranieri». Certo, che la vertenza ci sia, tutta e robusta, non c'è dubbio; ma è difficile non individuare l'intento di alzare la tensione e usare le festività pasquali come cassa di risonanza. «La vertenza va vista nel suo complesso afferma Carolina Iapicca, segretario della Cisl Funzione pubblica di Napoli : i lavoratori si assumono la "responsabilità" di tener chiusi gli Scavi per due ore al giorno, per altro in presenza di una giusta rivendicazione che non può essere espletata se non all'interno dell'orario di lavoro; ma anche la Soprintendenza può intervenire: può bloccare l'assemblea convocando i delegati dei lavoratori e aprendo un dialogo che fino ad ora non c'è stato. La Soprintendenza ha deciso di andare avanti per la sua strada, annullando ogni relazione sindacale». Gli spiragli per ricomporre la questione ci sono tutti; occorre capire chi avrà la volontà di farlo. Soprattutto all'indomani delle parole del ministro per i beni culturali Giancarlo Galan che dopo aver visitato nei giorni scorsi gli Scavi, torna a parlare di Pompei, seppur lanciando un allarme. «Potrebbe esserci ha detto anche domani un altro crollo, perché un patrimonio così vasto e diffuso è difficile da difendere, per di più quando ci sono pochi soldi, ma ci metteremo tutto l'impegno e la tenacia che abbiamo». Da oggi a domenica ci sono due notti da oltrepassare: potrebbero portare più di un consiglio.
Sindacati in assemblea. Pompei apre più tardi
I sindacati Cgil, Cisl, Flp, Rdb e Unsa hanno firmato un documento di protesta contro la chiusura dei siti archeologici di Pompei, Oplontis, Stabia e Boscoreale per due ore al giorno durante le festività pasquali. Tuttavia, la Cgil ha inviato una lettera ai suoi delegati chiedendo di revocare il documento, considerando il particolare periodo di festa. La vertenza si concentra sulla situazione contrattuale degli scavi, con turni massacranti, emolumenti non corrisposti e rapporti difficili con la Soprintendenza. La Cisl ha espresso il sostegno alla vertenza, mentre la Uil ha giudicato la chiusura dei siti un errore strategico.
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