Corruzione nel Bresciano, in cella per 22mila euro. Il partito li sospende Boni: prima che i carabinieri gli assessori devono temere la nostra gente Il partito di Bossi è stato scosso dagli scandali nel Nord Est PAOLO BERIZZI DAL NOSTRO INVIATO BRESCIA - Di nuovo vittima del contrappasso perfetto («Roma ladrona»), la Lega ci ricasca. E si fa male. Colpa del vecchio vizio che il Carroccio, negli slogan certamente, ha sempre osteggiato: la mazzetta. Troppo forte la tentazione, e infatti due assessori bresciani, Mauro Galeazzi, titolare di Urbanistica e lavori pubblici a Castel Mella, e Mario Rigosa, capo ufficio tecnico dello stesso Comune e assessore ai Lavori pubblici a Rodengo Saiano, quando si è trattato di spianare la strada a un imprenditore in cambio di lauta ricompensa, sono andati a nozze. Laccordo era: 22 mila euro e nessuno ostacolo alla costruzione di un centro commerciale su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale. Tanto è bastato a Antonio Tassone, 68 anni, di Lumezzane, per convincere i due amministratori padani a accelerare lapprovazione del piano urbanistico e per ammorbidire i controlli. Galeazzi, 48 anni, e Rigosa, 45, sono finiti in carcere assieme a Tassone con laccusa di corruzione (Galeazzi anche di peculato, per un uso disinvolto del cellulare intestato alla Provincia). I carabinieri hanno arrestato anche un geometra, Andrea Piva: faceva da tramite tra il costruttore e i due assessori. I 22 mila euro erano stati suddivisi: 12 mila alla società di Piva e altri dieci versati da Tassone allintermediario, il quale ha poi provveduto a consegnarli a Rigosa e a Galeazzi. I due politici sono stati subito sospesi dalla Lega. «Chi sbaglia paga - dice Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo -. Prima che i carabinieri, i nostri assessori devono temere il giudizio del movimento». Già. Peccato che ultimamente i casi di corruzione e gli scandali attribuiti a esponenti del Carroccio si stiano ripetendo con una frequenza preoccupante. Tangenti in Veneto. David Codognotto, assessore di San Michele al Tagliamento, è stato arrestato per una mazzetta (15mila euro, sponsorizzazione del Portogruaro in serie B) recapitata in macchina. A Arzignano il senatore Alberto Filippi è stato coinvolto in unindagine su una maxi evasione fiscale. Per la stessa vicenda si è dimesso il presidente del consiglio comunale, Renzo Marcegaglia. Lex sindaco di Silea, Cesare Biasin, affittava casa a prostitute e trans. Alessandro Costa, assessore di Barbarano Vicentino, è stato indagato per sfruttamento della prostituzione. Camillo Gambin, esponente di punta della Liga ad Albaredo Adige (Verona), rilasciava permessi di soggiorno in cambio di denaro. Arrestato. Cè poi il caso del vice sindaco di Guastalla, Angelo Lusetti. Commissario dellEnci, si è girato bonifici per 187mila euro. E agli amici consulenze per quasi 2 milioni. Espulso dalla Lega. Come Edouard Ballaman, ex presidente del consiglio regionale del Friuli. La Corte dei conti gli ha contestato una settantina di viaggi di piacere con lauto blu. Tra parentopoli varie, che hanno sfiorato anche il governatore del Piemonte Roberto Cota, e titoli di studio farlocchi, ha fatto clamore la foto del consigliere regionale lombardo Angelo Ciocca con il boss della ndrangheta Pino Neri. In origine, era il 97, fu la mazzetta intascata dal "pirla" Alessandro Patelli, tesoriere del partito, in via Veneto a Roma. 200 mila euro dal gruppo Ferruzzi. Destinazione Lega.