Pozzuoli, sotto tonnellate di copertoni scoperto un mausoleo funerario romano Il sito si trova allinterno di un autolavaggio che funzionava nonostante i sigilli In unarea di 1700 metri quadrati, in prossimità di Arco Felice Vecchio, porta monumentale di accesso allantica città greca di Cuma. Un pezzo dellimmenso tesoro storico e artistico dei Campi Flegrei, sfregiato dallincuria e dalla criminalità, saccheggiato in lungo e in largo dai tombaroli, è la scoperta della Guardia di Finanza a Pozzuoli. Si trova nel recinto dell"Autolavaggio del sole", struttura abusiva e in funzione nonostante siano da tempo stati apposti i sigilli. Larea è stata sequestrata e il proprietario, un salernitano e loccupante, gestore dellautolavaggio e di due ristoranti nelle vicinanze, chiusi uno dopo laltro dalle Fiamme gialle, sono stati denunciati per violazione delle norme ambientali e di tutela del patrimonio archeologico nazionale. Il mausoleo - realizzato in una zona utilizzata dai romani per la realizzazione di opere funerarie - sarebbe costituito anche da altri vani, attualmente non accessibili, che potrebbero custodire reperti di valore storico. Via Arco Felice Vecchio è parte del percorso veloce realizzato dai romani per giungere nella vicina baia di Miseno, dove era di stanza la più importante flotta navale dellimpero romano. Il centro archeologico di Cuma ospita i resti della prima colonia greca doccidente. I militari si sono accorti della presenza, sotto il materiale, di un tombino di collegamento con il sottosuolo e hanno rimosso rifiuti e calcinacci per liberarlo. Con una pala meccanica sono state asportate tonnellate di pietre e sabbia, e individuato anche un altro accesso allantico sepolcro romano. Una volta liberata larea, i finanzieri hanno scoperto lingresso, unapertura a terra, larga circa un metro, che secondo gli investigatori era stata camuffata provocando il crollo di una parte di un rudere sovrastante, denominato "Torre Poerio", risalente al XVII secolo. Il casolare, per la parte ancora in piedi, è tuttora imbottito di tonnellate di pneumatici abbandonati. Attraverso una scala, già sistemata da ignoti sulla parete del cunicolo sotterraneo delimitato da travi in marmo, le Fiamme gialle e i tecnici dellufficio Beni archeologici di Cuma della Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei, si sono calati nel sottosuolo accedendo ad un ambiente in origine ornato di fregi e intonaci affrescati. Ovunque le tracce del saccheggio perpetrato nel tempo. Accanto allarea in cui è avvenuto limportante ritrovamento archeologico, cè un altro ampio sterrato che costeggia la strada dove cè lospedale Santa Maria delle Grazie e arriva a Licola. Quello sterrato, prima di diventare una immensa discarica abusiva sgomberata definitivamente da appena due mesi, è stato utilizzato per quasi 20 anni come parcheggio di circa 150 container allestiti per dare una casa ai cittadini puteolani rimasti senza tetto a causa del bradisismo. Dopo il ritrovamento del mausoleo, si è levato lallarme del presidente di Legambiente Michele Buonomo sullo stato di abbandono in cui versa il patrimonio della zona. «Ancora una volta registriamo un atto illegale e incivile di enormi proporzioni. I rifiuti di qualsiasi tipo sono i veri protagonisti del paesaggio, del territorio e della quotidianità della nostra regione», ha sottolineato il presidente di Legambiente.