LUCCA. Il prossimo piano strutturale sarà "a volumi zero" o comunque ci si avvicinerà molto. In poche parole si punterà soprattutto al recupero dei grandi contenitori presenti sul territorio e si potranno realizzare nuove costruzioni solo andando a recuperare le volumetrie da edifici esistenti che saranno abbattuti. È questa la novità emersa nella giornata di studi a Villa Bottini. È questa la linea che passa dagli appunti sulla formazione del nuovo piano strutturale predisposte dal Comune in cui si introduce il concetto di città a "bilancio zero" di consumo di suolo. E se l'assessore comunale all'urbanistica, Marco Modena, dice che è ancora presto per sbilanciarsi in questo senso, il suo omologo in Provincia, Luigi Rovai, invita chiaramente a «pensare a una nuova concezione delle volumetrie prescindendo dal consumo di nuovo suolo agricolo». Difficile invece capire quali saranno i tempi di redazione del piano. In un primo momento infatti si era parlato del dicembre 2010, mentre ora sembra chiaro che sarà la prossima amministrazione a occuparsi dell'approvazione definitiva in consiglio comunale. Nel breve si deve ancora pensare all'approvazione della variante al regolamento urbanistico, indispensabile per individuare gli spazi per la realizzazione dell'edilizia residenziale popolare. Intanto è si è conclusa la fase conoscitiva per l'approvazione del nuovo piano strutturale e ora si passerà alla formazione della proposta del piano di strutturazione con la definizione degli elaborati grafici e cartografici, con particolare attenzione alle previsioni sui contenuti strategici. Per questo gli architetti Gilberto Bedini e Fabrizio Cinquini, insieme al responsabile del procedimento, Maurizio Tani, hanno stilato un quadro operativo preliminare che punta a una stretta connessione ambientale con la salvaguardia del Serchio e delle zone umide dell'Ozzeri e dell'Ozzeretto, oltre all'azzeramento della produzione di anidride carbonica introducendo il concetto di nuovi alberi piantati per ogni nuova costruzione realizzata. Ma la linee guida vanno anche oltre e seguendo i contributi dei tecnici dell'Università di Pisa, della Scuola superiore Sant'Anna e dell'Università di Camerino, puntano anche a riequilibrare il rapporto tra città e campagna e al mantenimento degli elementi strutturali del paesaggio locale. Quanto all'offerta dei servizi, l'obiettivo è ripartirli equamente nei diversi quartieri senza rinunciare alla possibilità di razionalizzarli. E si vuole tornare al concetto del centro storico come quartiere residenziale e come centro direzionale per l'intera provincia. Per questo si pensa alla "rottamazione" degli edifici degradati e degradanti con la rifunzionalizzazione degli spazi abbandonati o sottoutilizzati. In particolare si intende ripartire dalle indicazioni del Piuss proseguendo nella direzione di recupero di contenitori come il Galli Tassi, le carcerci, il complesso di San Francesco, l'ex tribunale e i contenitori storici come il Carmine, palazzo Guinigi e le ex Filocaristiche. Un'attenzione che si estende anche alla zona sud orientale della periferia con spazi importanti come lo scalo merci, il mercato ortofrutticolo, i macelli, lo stadio e il Campo di Marte.
TOSCANA - LUCCA. Stop al consumo di altro suolo
Il prossimo piano strutturale di Lucca sarà "a volumi zero" e si concentrerà sul recupero dei grandi contenitori presenti sul territorio. Si potranno realizzare nuove costruzioni solo recuperando le volumetrie da edifici esistenti che saranno abbattuti. Il piano prevede anche la creazione di quartieri residenziali e direzionali, la rifunzionalizzazione degli spazi abbandonati e la ripartizione degli servizi equamente nei diversi quartieri. La zona sud orientale della periferia sarà anche oggetto di attenzione, con la possibilità di recupero di spazi come lo scalo merci e il Campo di Marte.
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