Dina Pierotti, 30 anni, sposata, madre di una bambina di due mesi, è presidente della Coldiretti provinciale dal 2008. Nella azienda agricola di Guamo produce soprattutto ortaggi, in particolare il pomodoro cannellino, un prodotto non ibrido, molto richiesto sul mercato. Dal 2001, insieme al marito, ha aggiunto all'azienda anche l'attività agrituristica. Il numero delle aziende associate alla Coldiretti provinciale sono circa 3.500. In crescita quelle che hanno anche l'attività agrituristica: oggi a "Terranostra" sono associate 80 aziende. di Marco Innocenti LUCCA. «Viviamo di turismo, ma a volte sembra che non ce ne accorgiamo». La constatazione che fa Dina Pierotti, presidente della Coldiretti provinciale, non è una resa, nè è frutto di rassegnazione. Tutt'altro: è la considerazione di chi ha ben chiaro quali devono essere le strade da percorrere per un futuro migliore ed è intenzionato a continuare ad impegnarsi per raggiungere l'obiettivo. Come fa da oltre dieci anni, da quando, neo diplomata all'istituto alberghiero, convinse il padre e il fidanzato (oggi marito) a rilanciare l'azienda agricola di famiglia integrando l'attività nei campi con l'accoglienza dei turisti affascinati dal verde. È dal 2001 che è riuscita a fare della tenuta Pierotti a Guamo, nei pressi dell'acquedotto del Nottolini, "Villa Pierotti-Bagneschi (il cognome del marito)", una residenza agrituristica con una decina di camere. I risultati le hanno dato ragione: la scelta giusta era proprio mantenere l'attività tradizionale nei campi con l'innovazione dell'accoglienza turistica. Una storia comune a tante altre aziende del nostro territorio, quasi tutte gestite in famiglia, con le giovani generazioni che mettono in atto progetti dopo aver fatto tesoro dell'esperienza degli anziani. «Sono questi agriturismi, quelli veri, che fanno la ricchezza del territorio - dice Pierotti -. Nelle nostre aziende, legate alla terra, l'attività agricola resta preponderante, anche se dal turismo arriva l'integrazione che ci consente di andare avanti. In questo modo riusciamo a tutelare e a rimanere le sentinelle del verde che, in una zona come la nostra, è un requisito fondamentale per convincere il turista a scegliere Lucca, invece di altre destinazioni. La concorrenza è tanta ed il nostro tipo di visitatore è informato e sa cosa vuole». In base alla sua esperienza, qual è la carta vincente di Lucca? «Da noi l'ospite trova tante cose gradite: la possibilità di un vero relax a due passi dal mare, dai monti, da una città d'arte di cui apprezza storia, cultura, bellezze architettoniche e stili di vita. Il visitatore trova luoghi a dimensione d'uomo che offrono prodotti eno-gastronomici di assoluto livello, mai disprezzati». E quali sono gli aspetti che suscitano critiche? «In base a quello che ci dicono, la scarsa offerta di spettacoli e svaghi nelle ore serali e notturne. Di giorno possono starsene nell'agriturismo rilassandosi in piscina o al fresco sotto gli alberi, possono fare escursioni, visitare la città, fare shopping nel centro storico. Ma di sera hanno poco da fare, se si fa eccezione del periodo in cui sono in programma i concerti del Summer. Mi capita spesso, di luglio, di avere ospiti che arrivano per i concerti in piazza Grande, già muniti di biglietto. Ma negli altri periodi l'offerta è davvero inadeguata. E un po' i visitatori si lamentano. La cosa che li infastidisce di più è tuttavia la mancanza di comprensione delle disposizioni del traffico. Non ci sono cartelli in lingua; ci vorrebbero almeno in inglese, se vogliamo essere una città che vive di turismo. Gli ospiti si arrabbiano se prendono una multa perché non si sono raccapezzati nella Ztl o nei parcheggi. La cartellonistica dovrebbe essere più chiara e nei punti di accoglienza si dovrebbero distribuire depliant con informazioni adeguate, in lingua. Anche sotto questo aspetto la soppressione delle Apt è un danno. Ciò non toglie che Lucca continui ad esercitare grande fascino. Ne abbiamo avuto la prova con una recente iniziativa della Coldiretti, che ha concordato con una catena di supermercati del nord europa una promozione in base alla quale ai vincitori si regalavano soggiorni negli agriturismi italiani. La Lucchesia è stata tra le destinazioni più gettonate. Ne siamo orgogliosi, ma al tempo stesso dobbiamo darci da fare per valorizzare e tutelare il nostro territorio da tante minacce». Su tutte la cementificazione che riduce le aree verdi e massacra il paesaggio tanto ricercato dai turisti. «Non solo. Non basta preservare campagna e colline dall'assalto dei condomini e dei capannoni, occorre che le amministrazioni nei loro piani urbanistici diano alle aziende che vivono essenzialmente di agricoltura e, non sempre, di turismo la possibilità di andare avanti nell'attività. Questo significa assicurare infrastrutture e servizi indispensabili (strade, luce, metano, telefono e linea Adsl per internet) e consentire ammodernamenti e la realizzazione di manufatti che non hanno come scopo la speculazione, ma sono necessari all'attività. Se si vuole evitare l'abbandono delle colline e delle campagne si deve permettere a chi vi resta a vivere e a intraprendere di non avere ogni giorno ostacoli e pareri negativi». In questo periodo è al centro dell'attenzione il recupero del mercato del Carmine e da più parti si auspica che possa diventare un importante punto di approdo e di riferimento per la produzione agricola tipica del nostro territorio. Ha qualche proposta da fare? «Devo essere sincera: ho l'impressione che i tempi dell'intervento siano molto lunghi. Certo, vedo con favore l'ipotesi che al Carmine si possa realizzare anche una struttura adeguata per la mostra e la vendita delle prelibatezze della nostra produzione enogastronomica, accanto a banchi di ortofrutta, ma ritengo questa prospettiva lontana nel tempo. Nel presente siamo impegnati nell'iniziativa che la Coldiretti attua in campo nazionale per la valorizzazione del prodotto tipico a chilometri zero. Una filiera tutta italiana che ha come marchio le bandiere gialle di "Campagna amica". In provincia hanno già aderito parecchie aziende della Versilia e ce ne sono anche nella zona di Altopascio. La vendita diretta però non si improvvisa. L'offerta deve essere adeguata. Nel frattempo insistiamo con l'altra iniziativa, quella dei mercati contadini, che dà risultati sempre più incoraggianti sia per i produttori che per i consumatori. Ora che il mercato è diventato settimanale, anche al Foro Boario le cose vanno bene». Nel vostro settore è importante anche il florovivaismo che comincia a trovare sbocchi e vetrina anche sulle Mura. Negli ultimi due anni si è parlato tanto di organizzare e promuovere la "rete del verde", ma sembra che ancora ogni iniziativa vada per suo conto, quasi in concorrenza con le altre e spesso sovrapponendo rassegne a pochi chilometri di distanza. Ritiene impossibile una diversa collaborazione? «Non dovrebbe essere così. C'è assoluto bisogno di un coordinamento, di una cabina di regia che davvero metta in rete VerdeMura, Murabilia, Orto botanico, Mostra delle Camelie, Mostra dell'Azalea, Mostra di S. Zita e le visite guidate nelle ville storiche. I turisti che ospito sono affascinati dal verde e quando arrivano già hanno una immagine delle Mura e di tutte le altre proposte. Bisogna organizzarle meglio, arricchendole di manifestazioni ed eventi. Ancora più urgente è una effettiva riscoperta della bellezza e del fascino dell'acquedotto del Nottolini e del parco delle Parole d'oro. La struttura che porta l'acqua da Guamo a Lucca è trascurata e in stato di abbandono, quando potrebbe invece esercitare un eccezionale richiamo, se fosse restaurata e riqualificata anche con la creazione di un parco degno di questo nome, curato, pubblicizzato e dotato di percorsi e pista ciclabile per far apprezzare il naturale, storico collegamento tra la città e la collina attraverso una campagna di rara bellezza. Intensificando anche le visite guidate. Lucca deve fare un salto di qualità nel coordinamento delle iniziative e nell'offerta di servizi, dando le risposte che si aspetta il turismo di livello che vogliamo. La concorrenza è tanta, non possiamo pensare di vivere di rendita. Se non tuteliamo, valorizziamo e offriamo sempre meglio le nostre risorse va a finire che il flusso dei visitatori si sposta verso altre realtà».
Il Tirreno
17 Aprile 2011
TOSCANA - Più sostegno alle aziende che operano nel verde, gran risorsa per il turismo
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