PISTOIA. Case, uffici e attività commerciali nel futuro delle ville Sbertoli. Le chiede l'Asl al Comune, nella osservazione firmata dal direttore generale Alessandro Scarafuggi al regolamento urbanistico di Palazzo di Giano. Nelle prossime settimane la commissione consiliare urbanistica esaminerà la richiesta e la risposta dell'amministrazione Berti. Per il complesso di oltre centomila metri quadri che domina Pistoia, dunque, l'azienda sanitaria - che delle Ville è proprietaria - chiede di aggiungere funzioni remunerative oltre alle previsioni già inserite nel regolamento urbanistico adottato: centro congressi, sedi di attività culturali e scientifiche, spazi per attività didattiche. L'Asl spiega con molta franchezza le ragioni che stanno dietro alla osservazione presentata. Il nuovo ospedale costerà complessivamente circa 151 milioni, tra costruzione, arredi, tecnologie e costi di attivazione. Una larga parte di questa somma è coperta dalla Regione e dalle aziende che stanno costruendo la struttura in regime di project financing; ma 60 milioni ce li deve mettere l'Asl stessa. Di questi, 18 milioni verranno dalla riconversione dell'attuale ospedale del Ceppo (una volta trasferito al campo di volo, solo una parte dell'attuale ospedale conserverà funzioni sanitarie), 30 milioni la Asl se li procurerà accendendo mutui, ma restano 11,3 milioni che Scarafuggi è chiamato a versare. Dove trovarli? La risposta è: nelle ville Sbertoli, complesso monumentale in posizione panoramica, di cui la Asl è proprietaria, essendo un tempo destinato ad ospedale psichiatrico. I singoli edifici sono in condizioni precarie, qualcuno addirittura cadente. Ma il tanto spazio, la cornice verde e la posizione panoramica fanno delle ville un sito indubbiamente attraente. Per studiare meglio la previsione urbanistica per le ville, il Comune aveva attivato nel 2009 un "percorso partecipativo", ascoltando il parere di quasi 400 cittadini. La loro risposta fu chiara: il futuro delle ville Sbertoli andava possibilmente trovato in una operazione in tandem tra pubblico e privato, solo il 10 si disse d'accordo a vendere tutto a qualche imprenditore. Le Ville, poi, avrebbero dovuto accogliere strutture sociali per anziani, o magari centri di ricerca e scuole di alta formazione. Indicazioni che in parte il regolamento urbanistico ha ripreso, prevedendo come destinazioni d'uso attività culturali e didattiche, un centro congressi, un ostello, piccoli esercizi commerciali. E prevedendo interventi edilizi centrati sul recupero e il restauro. L'Asl, invece, ha altre esigenze. Ritiene che la previsione del Comune pecchi di poca fattibilità e che gli spazi a destinazione pubblica siano troppo ampi. Meglio rendere l'intervento più appetibile ai privati, consentendo di demolire e ricostruire gli edifici meno pregiati e soprattutto «inserire tra le destinazioni d'uso la residenza privata e le attività terziarie private». L'Asl conclude precisando che l'osservazione viene formulata «nell'esclusivo e primario interesse della realizzazione del nuovo ospedale e del mantenimento degli standard assistenziali fino ad oggi garantiti, obiettivi strategici che senza una fonte integrativa di risorse finanziarie l'azienda (Asl, ndr) avrebbe serie difficoltà a poter continuare in futuro ad assicurare».