PIOMBINO. Uno spettacolo suggestivo ha accolto studenti e semplici visitatori che nella giornata di ieri si sono recati al Castello per assistere al montaggio del "ponte salvatico" di Leonardo da Vinci ad opera del reggimento genio pontieri dell'esercito italiano. L'operazione si è svolta in anteprima ieri mattina, con un incontro organizzato appositamente per le scuole. Conferenza di presentazione e montaggio si sono poi ripetuti nel pomeriggio a partire dalle ore 16. «Leonardo da Vinci - ha spiegato il professor Vezzosi - sosteneva che la guerra sia una follia, ma che qualche volta le armi possano aiutare a difendere il bene più prezioso che possediamo, cioè la libertà. Anche per questo si è così tanto interessato ai ponti: il modello che abbiamo potuto riproporre a Piombino si chiama "salvatico" appunto perché è uno strumento non offensivo, ma difensivo e che, dopo averlo utilizzato, si può distruggere facilmente, in modo da non dare la possibilità a chi insegue di utilizzarlo. La definizione di "ossatura" che ne dava si inserisce nella sua teoria secondo la quale tutto è riconducibile al corpo umano». Il montaggio del "ponte salvatico" è probabilmente l'ultima iniziativa di grande respiro nell'ambito della mostra "Il ritorno di Leonardo a Piombino", inaugurata nello scorso luglio e destinata chiudersi alla fine del mese con un bilancio di quasi 4500 biglietti venduti. «Questa mostra è stato un ritorno importante - ha commentato Ovidio Dell'Omodarme - abbiamo capito che la vicenda di Leonardo da Vinci a Piombino andò ben oltre la progettazione delle mura. Ora che l'ampiezza di questo rapporto ci è così chiara contiamo di dare un seguito all'esperienza: abbiamo infatti ricevuto dalla Regione una proposta di rimpiego museale di questo castello, che pensiamo di destinare interamente al Medioevo piombinese con una stanza appositamente dedicata a Leonardo». I componenti del genio che hanno partecipato all'operazione sono i caporalmaggiori Gianluigi Spagnolo e Carmine D'Angelo e i caporali Dario Esposito, Francesco Fonte, Elia Messina e Marco Migliaccio.