LUCCA. L'attacco di Italia nostra al Comune è forte. Il presidente dell'associazione, Roberto Mannocci, denuncia che con «assoluta tracotanza e incoscienza l'amministrazione ha voluto impiantare una serie di cartelloni pubblicitari sugli spalti delle Mura rifiutandosi di chiedere il necessario nulla osta alla Soprintendenza come previsto dalla legge». Perciò Italia nostra, nel rispetto degli obblighi del Codice dei beni culturali, chiede che vengano subito rimossi i cartelloni e che gli amministratori responsabili vengano sanzionati, come prevede il Codice della strada» (con multe da migliaia di euro). Per l'assessore al decoro, Marco Chiari, questa è una posizione di retroguarda. Ma di fatto, lo è anche quella adottata dall'Opera delle Mura che già a metà febbraio aveva «valutato assai criticamente la collocazione dei cartelloni per la grandezza, l'impatto visivo sulle Mura, il precedente che si viene a creare». E pur non esprimendo apertamente un parere negativo, aveva invitato il Comune, fra l'altro, a chiedere 1000 euro al mese per l'occupazione dello spazio pubblico e a pretendere una fidejussione di 30mila euro a garanzia dello smontaggio dei cartelloni e il ripristino di (eventuali) danni agli spalti. Invece anche queste indicazioni sono state ignorate. Questo, però - insiste l'ingegner Francesco Cecati della Sovrintendenza - non significa solo guardare al passato ma «voler costruire un percorso virtuoso di confronto e rispetto delle norme che ci faccia vincere una scommessa importante: conservare la città senza farne un ninnolo per turisti, aprendola al nuovo, valorizzandone il patrimonio».
TOSCANA - LUCCA - Esposto di Italia Nostra I dubbi (ignorati) dell Opera
L'associazione Italia nostra ha denunciato l'installazione di cartelloni pubblicitari sugli spalti delle Mura di Lucca senza il nulla osta della Soprintendenza. Il presidente dell'associazione, Roberto Mannocci, ha chiesto che i cartelloni vengano subito rimossi e che gli amministratori responsabili vengano sanzionati. L'Opera delle Mura aveva già valutato criticamente la collocazione dei cartelloni e aveva invitato il Comune a chiedere un pagamento per l'occupazione dello spazio pubblico.
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