LUCCA. I lavori iniziano in mattinata. Prima di pranzo, la Sovrintendenza chiede (leggi: ordina) al Comune di sospenderli. L'alternativa è farli bloccare dai carabinieri. E aprire un contenzioso. Così i cartelloni del Summer festival sugli spalti, nella zona dell'ex campo balilla, hanno vita breve: qualche ora, non di più. Ma non poteva essere altrimenti, non avendo il nulla osta delle Belle arti. Il Comune minimizza. Sostiene che si è trattato solo di una prova, non dell'intervento definitivo. Ma non è proprio così. Solo una settimana fa, l'assessore al decoro, Marco Chiari, comunica alla giunta che il lunedì successivo (ieri, ndr) sarebbe iniziata l'installazione dei cartelloni del Summer festival, su cui a febbraio l'Opera delle Mura (inascoltata) aveva avanzato dubbi. Inoltre, aggiunge che non occorrono autorizzazioni, neppure della Sovrintendenza, per questo intervento, visto che l'area già ospita strutture anche più invasive di qualche cartellone, come i padiglioni per Lucca games. Invece le autorizzazioni ci vogliono, come aveva evideniziato qualche settimana fa Il Tirreno. Le Mura, spalti compresi, sono vincolate come monumento nazionale e quindi soggette a una tutela particolare. Nello specifico, il Codice Urbani del 2004 vieta la collocazione di cartelloni pubblicitari in zone vincolate in assenza di una espressa autorizzazione della Sovrintendenza. L'articolo 49 del codice dei Beni culturali recita testualmente: «È vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelate come beni culturali. Il soprintendente, può, tuttavia autorizzare il collocamento o l'affissione quando non ne derivi danno all'aspetto, al decoro e alla pubblica fruizione di detti edifici e aree. L'autorizzazione è trasmessa al Comune ai fini dell'eventuale rilascio del provvedimento autorizzativo di competenza». In altre parole - spiega l'ingegner Francesco Cecati, funzionario delle Belle arti - per installare questi cartelloni il Comune avrebbe dovuto presentare una richiesta alla Sovrintendenza. Invece, in piazza della Magione ieri non era arrivata neppure la comunicazione di avvio dell'intervento che, secondo Chiari, doveva essere già stata inviata dagli uffici comunali. Da qui la richiesta di Cecati al Comune di inoltrare richiesta ufficiale «e non una comunicazione, in modo che la Sovrintendenza possa vagliare l'impatto dell'intervento e decidere se autorizzarlo o meno». Sul parere delle Belle arti non è possibile avere anticipazioni, ma è certo che senza il nulla osta della Sovrintendenza i cartelloni del Summer festival (o di altro genere) non potranno essere piazzati sugli spalti. Per Chiari a scatenare tutto questo pandemonio sarebbe stato un esposto di Italia nostra, presentato ieri mattina. In realtà il problema - conferma la Sovrintendenza - è sorto perché il Comune non ha chiesto il parree alle Belle arti, obbligatorio e vincolante nel caso di interventi che riguardino monumenti nazionali. Chiari, però, insiste sul fatto che l'installazione «non è stata altro che una prova effettiva, per valutare in scala reale l'impatto visivo dell'idea. La volontà è di realizzare opere provvisorie, a basso impatto, per promuovere le iniziative sostenute dagli enti pubblici». Insomma - è il Chiari-pensiero - basta coi parrucconi e la città ingessata. Su questo la Sovrintendenza non ha nulla da obiettare. Ma esige il rispetto delle leggi, al quale non si sottraggono neppure le opere provvisorie. «Nel mondo - osserva Cecati - esistono molte città murate, ma l'unica con Mura trasformate in un parco urbano è Lucca. La Sovrintendenza sposa in pieno l'idea di una città viva, animata da iniziative che attirino turisti e da sempre sostiene la necesità di mantenere nel centro manifestazioni di prestigio come il Summer festival, i Comics o le grandi mostre. Ma il rapporto fra questi eventi e la città, fra iniziative e tutela del patrimonio deve essere dinamico. Ogni caso va analizzato, valutando benefici e conseguenze. Ed è questo che è mancato».