PRATO. La collezione del Museo del tessuto si arricchisce di nuovi preziosi elementi. L'ultimo arrivo custodito nei locali della ex fabbrica Campolmi è composto da cinque pezzi, quattro merletti ricamati "a giorno" e un tessuto damascato del Sei-Settecento provenienti da una collezione privata. Sarà in mostra dal prossimo ottobre. Si tratta di reperti tessili di grande valore che andranno ad integrare la raccolta del museo grazie a una donazione dell'associazione Amici del Museo del tessuto. Il contributo è stato intitolato a Francesco Rossi, preside dell'istituto Buzzi e vicepresidente della Fondazione del Museo fino alla sua prematura scomparsa nel giugno del 2010. «Il nostro obiettivo - spiega il presidente dell'associazione Stefano Panconesi - è da sempre quello di cercare di arricchire il patrimonio museale e di accompagnare le sue attività con iniziative culturali e ludiche». Se l'elargizione è stata possibile, infatti, è stato in gran parte anche grazie ai fondi raccolti lo scorso 20 settembre nel corso della cena evento "Il tessuto è servito" (oltre 5mila euro) a cui aderirono 600 persone: la trattativa tra l'associazione Amici del museo e il collezionista si è conclusa su una cifra intorno agli ottomila euro. Secondo Daniela Degl'innocenti, conservatrice «sono pezzi di eccezionale rilevanza, realizzati nei meggiori centri di produzione di merletti italiani, che documentano la varietà tecnica e artistica di complementi utilizzati per arricchire l'abbigliamento maschile, femminile ed ecclesiastico dell'epoca». Si approfitterà del periodo di chiusura del museo per ripulire e consolidare i reperti prima di mostrarli al pubblico. A breve, infatti, partiranno i lavori di trasformazione dell'edificio che si pensa andranno avanti fino all'inizio dell'autunno. Il presidente della Fondazione Museo del tessuto Andrea Cavicchi ha illustrato le novità legate all'intervento. «L'accesso al museo dalla biblioteca Lazzerini ci permetterà di avere più spazio da sfruttare per la contemporaneità - ha detto - avremo una finestra sul distretto più ampia con 300 metri quadrati di spazio a disposizione, che ci consentiranno di ampliare la sezione dedicata alle lavorazioni al fine di caratterizzarci a tutti gli effetti come museo del tessile. Diventerà, di fatto, l'anello di congiunzione con la biblioteca, con un bookshop più ampio e aggiornato». «Inoltre - ha aggiunto il direttore Guarini - stanno per partire i lavori della caffetteria interna». Nel 2010 sono stati 17mila i biglietti venduti, con 1000-1500 visitatori al mese.