Salta la contestata designazione «E io mi dimetto dalla Biennale e mi dedicherò felicemente a Spoleto e alle sue mostre» Non è stato possibile nominare Sgarbi soprintendente del Polo museale speciale di Venezia, perchè non aveva tutti i requisiti di legge: lo ha spiegato il ministro per i Beni Culturali, Giancarlo Galan, augurandosi tuttavia che il critico d'arte resti alla Biennale. Sgarbi aveva annunciato in un'intervista di essere pronto a lasciare la direzione del Padiglione Italia se non fosse stato nominato soprintendente. «Mi dispiace: che Sgarbi sia il più bravo, il più brillante e in grado di dare il maggiore appeal ai Beni Culturali non c'è dubbio - ha detto Galan, ospite della rubrica "Un caffè con", su Skytg24 - ma non lo potevo nominare soprintendente a Venezia perchè le leggi prevedono alcuni titoli e a lui mancava uno in particolare. Talvolta non si può scegliere il più bravo, ma chi ha determinati requisiti. Per esempio, per fare il dirigente al ministero serve la laurea, per fare il ministro no: è un paradosso ma è così». Alla domanda se Sgarbi resterà alla Biennale, «ne parleremo - ha risposto Galan - ma spero proprio di sì». SGARBI, MI DIMETTO DALLA BIENNALE «E con questo mi dimetto dal Padiglione Italia della Biennale e mi dedico felicemente a Spoleto ed alle sue mostre». Così ha detto Vittorio Sgarbi, concludendo con una frase incisiva, il suo fluviale intervento per presentare le mostre di scultura contemporanea, che sta preparando per la 54 edizione del Festival di Spoleto. La dichiarazione era pubblica, e indirizzata anche al ministro Giancarlo Galan, che sedeva accanto a Sgarbi e a Giorgio Ferrara, presidente del Festival.