DI CERTO non si ci saranno appartamenti nella nuova vita della più affascinante fra le millecinquecento costruzioni realizzate in tutto il mondo con il "sistema Hennebique", il centenario silos granario di Santa Limbania. Al suo interno, invece, troveranno spazio un albergo, un museo, un parcheggio e poi uffici, servizi e attività collegate alla Stazione Marittima. È già scattato il conto alla rovescia per conoscere il futuro di uno dei simboli di Genova, il silos granario dismesso alla fine degli anni Settanta e rimasto ormai uno degli ultimi "buchi neri" del porto di Genova, da tutti conosciuto come l'Hennebique dal nome dell'inventore di questa tecnica di costruzione in cemento armato. Nei prossimi giorni, probabilmente subito dopo le vacanze di Pasqua, il sindaco Marta Vincenzi proporrà alla giunta la delibera che sancirà il via ufficiale al rilancio del colosso abbandonato, su cui l'autorità portuale ha steso lo scorso anno un telo (abbastanza pietoso) e sul quale, durante il G8, l'allora (e attuale) presidente del Consiglio Silvio Berlusconi chiese di coprire le finestre con una plastica rossa. Gli uffici competenti stanno infatti predisponendo e ultimando il testo che sarà esaminato dagli assessori e dal sindaco e che, subito dopo, passerà al consiglio comunale per la sua approvazione. Tecnicamente, si esaminerà la variante del precedente accordo di programma e si arriverà quindi a definire le cosiddette "funzioni ammissibili": che cosa, insomma, si potrà e che cosa soprattutto non si potrà fare all'interno dell'Hennebique. La sintonia fra il sindaco e il presidente dell'authority Luigi Merlo, anche su questo punto, è forte e ha già trovato le opportune conferme al tavolo di Urban Lab. Impensabile, innanzitutto, che il futuro dell'Hennebique possa essere (anche) immobiliare. Quindi, non ci saranno appartamenti. Un altro vincolo di cui tenere conto è quello legato alla contiguità con Ponte Parodi. Non ci potranno essere funzioni che possano "sovrapporsi"a quelle già autorizzate per il progetto dei francesi di Altarea, la "piazza del Mediterraneo", in cui sono presenti, insieme a iniziative culturali e ludiche, anche il commercio e la grande distribuzione. Deciso quello che "non" potrà finirci dentro, bisogna approfondire la nuova "mission" dell'Hennebique che, smessi da decenni i gloriosi panni del silos granario, è già stata oggetto di grandi attenzioni, poi regolarmente cadute. Il gruppo Ferruzzi, proprietario dei silos, lanciò alla fine degli anni Ottanta il progetto di un albergo, da completare per le Colombiane del '92. Più avanti si parlò della struttura come della nuova sede del polo dell'Università, che per anni restò titolare di un diritto d'opzione sull'uso dell'Hennebique, poi lasciato anch'esso cadere. L'unica certezza è che a colpi di abbandoni e di bonifiche, l'Hennebique è stato soprattutto un "hotel disperazione", un ricovero per senza tetto, con un affaccio al mare da paura, un "letto" di cefali da far sparire addirittura l'acqua. Il paradosso è che il gigante sta esattamente nel cuore del porto, fra ponte Parodi, che si prepara a rinascere trovando anche un accosto per le crociere,e il ponte dei Mille, che presto avrà la banchina più lunga del Mediterraneo, 330 metri, per consentire l'attracco alle regine del mare. Ecco perché fra le "funzioni a uso pubblico" ammesse dal Comune, quella "turistica", con particolare riferimento proprio alle crociere, diventa un punto di partenza irrinunciabile per il nuovo Hennebique. Proprio il fatto che ponte Parodi metta a disposizione un accosto sembra rendere obbligatoria una risistemazione della struttura in chiave croceristica. Servizi annessi alla Stazione Marittima, insomma, ma anche iniziative culturali e museali che esaltino il "sapere" di Genova in campo marittimo. Un grande contenitore di cultura e di conoscenza, con spazio per la didattica e attività più ludiche, attorno al quale possono sorgere iniziative imprenditoriali di grande livello, comprese quelle legate all'accoglienza. Non a caso, già due grandi catene alberghiere hanno bussato alla porta dell'authority per chiedere informazioni. Incassata la variante da Tursi, toccherà all'authority pronunciarsi. Ma anche in questo caso i tempi dovrebbero essere rapidi. Il presidente Merlo, non appena il consiglio comunale si sarà pronunciato, porterà al voto del comitato portuale il bando di gara. Probabile, quindi, che già prima della pausa estiva il bando possa essere lanciato e che in autunno si possa conoscere il nome del vincitore. Entro fine anno, insomma, il colosso in cemento armato potrebbe ricominciare a camminare.