DA UNA parte Lanfranco Vaccari, già direttore del "Secolo XIX", che pensa ad una vetrina delle eccellenze italiane, e ha coinvolto partner del calibro di Carige, San Paolo, Costa e Msc. Dall'altra un gruppo di professionisti (Carlo Guglielminetti, coordinatore e ideatore del progetto, Gianluca Peluffo, progetto architettonico e Carla Peirolero, progetto espressione e scenografia) riuniti attorno al "Progetto Cimento". Nell'ombra - dicono - altri imprenditori, pronti a svelare le proprie carte al momento giusto. Hennebique, gigante di cemento armato con una storia unica al mondo, continua ad affascinare chiunque abbia un po' di fantasia. All'inizio dell'anno scorso gli architetti dello studio "51" presentarono il "progetto Cimento": tre musei, diverse mostre permanenti, un mercato multietnico ma anche bar, ristoranti, un albergo ed un parcheggio da 450 posti: al piano terra dell'edificio, secondo il progetto, troveranno spazio negozi, uffici, una casa dell'immigrato, un mercato del Mediterraneo e un museo della Pace. Poche settimane prima il giornalista Lanfranco Vaccari aveva riassunto il suo "Museo Italia" in una trentina di pagine. L'idea di fondo - spiegava il progetto - è il «desiderio di trasformare il più antico manufatto di cemento armato d'Italia in una vetrina del patrimonio artistico-culturale italiano, dove le arti plastiche stanno accanto alla musica, al cinema, alla ricerca audio-visuale». In pratica una sorta di grande contenitore culturale (uno spazio di 45mila metri quadri e 200mila metri cubi) in grado di presentare contemporaneamente dodici-quindici mostre affiancate da installazioni multimediali. Il "Museo Italia" si candida a diventare "centro multimediale che espone percorsi virtuali, biblioteca della Contemporaneità (punto d'incontro e spazio di discussione attorno ai media di tutto il mondo), palcoscenico della sperimentazione e sala cinematografica". Nel progetto reso noto da Vaccari anche due piani economici relativi all'operazione: il primo per i finanziamenti e gli investitori, il secondo per la società di gestione. I partner venivano individuati nelle fondazioni bancarie (Carige come promotore, San Paolo e altri istituti direttamente interessati) e in varie società, da Costa a Msc.