Una ceramica invetriata, prezioso lavoro di Lucae Andrea Della Robbia, andrà presto ad accrescere l' esposizione del Museo regionale di Palazzo Abatellis. La Madonna con il Bambino, restaurata dall' Opificio delle pietre dure di Firenze, proviene anch' essa dai depositi del museo, vero e proprio giacimento di meraviglie che, tra restauri e mostre temporanee, stanno man mano tornando visibili. «La Madonna dei Della Robbia - spiega la direttrice, Giovannella Cassata - sarà esposta in una delle sale del museo, rimanendo così per sempre fruibile. D' altronde è un' opera preziosa, che sarebbe un peccato riportare nei sotterranei». E così dai depositi-scrigno verranno presto recuperate altre opere, dei dipinti su tela che saranno restaurati dai tecnici che operano all' interno del museo, e che costituiranno un' altra sorpresa per il pubblico. Proprio dai magazzini sono state appena selezionate alcune ceramiche che compongono la mostra "I mai visti", con una scelta di preziose maioliche custodite nei depositi dell' Abatellis, adesso esposti in due sedi, sia nel museo palermitano che presso il Museo della ceramica di Burgio. "I mai visti" è il progetto espositivo che nasce grazie alla collaborazione tra i due musei, per recuperare e porre all' attenzione del pubblico molte delle opere che sono custodite nei magazzini dei museie che molte volte non sono mai state esposte. La direttrice Cassata dice: «Queste preziose ceramiche provengono dai nostri magazzini, e propongono una selezione eseguita per tipologie e per qualità, altissima in ogni oggetto, dal Medioevo all' Ottocento». Le ceramiche esposte all' Abatellis sono un compendio di altissimo livello, tra albarelli, orci, fiaschi, decorati con motivi floreali, figure umane, profili maschili. Le vetrine disposte sui tre livelli, nel sottocoro di Palazzo Abatellis sono così il luogo deputato ad accogliere questa raccolta tornata ala luce. Dalla bottega di Andrea Pantaleo, datata 1617, ecco una boccia decorata, mentre l' orcio - tra i pezzi più antichi in mostra - è del Cinquecento e proviene dalle manifatture di Burgio. La fiasca panciuta è stata realizzata verso la fine del Seicento, e reca un profilo maschile con elmo cheè un cameo di straordinaria eleganza. Una figurina femminile, slanciata e sottile, ha decorazioni policrome che le avvolgono il corpo, istoriandola preziosamente: è un candeliere realizzato nel Seicento, la cui testa è destinata a fiammeggiare. Un grande vaso panciuto decorato con fiori e foglie dai riflessi d' oro circonda una coppia abbracciata, un albarello mostra una decorazione di un uomo in elegante marsina intentoa raccogliere l' u va, raccontando a chi lo guarda così, che è stato realizzato nel Settecento. Ci sono poi i soli e le lune, dai raggi d' oro e azzurri, il verde e il marrone che compongono sfondie larghe campiture,a testimonianza di manifatture estremamente allenate e attente, che insieme alle proposizione di soggetti ricorrenti, ormai entrati a pieno titolo nell' iconografia caratterizzante questi luoghi, aggiungevano elementi di novità. Una trentina le ceramiche esposte all' Abatellis, altrettantea Burgio, dove insieme alle ceramiche dei depositi, sono in mostra vasi, orci, fiasche provenienti da scavi e collezioni private. Le due esposizioni propongono da antichi manufatti di ceramica prodotta in varie epoche, provenienti dalle vecchie botteghe di Burgio, dai più importanti centri maiolicari italiani e da collezioni private nel periodo che va dall' undicesimo al diciannovesimo secolo. Il Museo della ceramica di Burgio è stato inaugurato lo scorso anno, e si trova all' interno dell' ex convento di Santa Maria delle Grazie, edificato dai Frati Minori Osservanti nel 1580, per salvaguardare e valorizzare una preziosa conoscenzae una tecnica sapiente svolta nel corso dei secoli da maestranze locali e territoriali nella produzione della ceramica. Gli spazi espositivi del museo sono stati inaugurati con la collezione permanente del Museo, la Collezione Giallo di proprietà del Comune di Burgio, che custodisce un importante raccolta di manufatti realizzati nelle botteghe burgitane dal Cinquecento al Novecento, proponendo manufatti di diverse tipologie. Burgio mette in mostra la sua produzione più antica ma anche la sua storia: molte delle ceramiche in mostra, infatti, sono state recuperate grazie al lavoro di scavi condotto negli anni Novanta, nel quartiere "Nall' arti", ovvero la zona presso il fiume, lungo le cui rive sorgevano numerose botteghe di ceramiche, specie nel Seiecento.
DAI DEPOSITI DEL MUSEO SALTA FUORI DELLA ROBBIA
Il Museo regionale di Palazzo Abatellis di Palermo ospiterà presto una ceramica invetriata di Lucae Andrea Della Robbia, restaurata dall' Opificio delle pietre dure di Firenze. La Madonna con il Bambino sarà esposta in una delle sale del museo. Inoltre, il museo presenterà una mostra "I mai visti" che raccoglie ceramiche preziose custodite nei depositi del museo e del Museo della ceramica di Burgio. La mostra presenterà opere di varie epoche, tra il Medioevo e l'Ottocento, provenienti dalle vecchie botteghe di Burgio, dai centri maiolicari italiani e da collezioni private.
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