«PIÙ di dieci milioni di soldi pubblici sprecati», tuona Pasquale Cardone che capeggia la lista del Pd. «È una bugia, quei quattrocento metri di asfalto salveranno la costiera», replica il sindaco-padrone Gennaro Cinque. Come un remake dell' eterna sfida tra don Camillo e don Peppone - anche se qui manca il prete - Vico Equense si ritrova di nuovo immersa nella polemica. Spaccata in due, irrimediabilmente. È già accaduto altre volte e accadrà ancora perché questa è una terra di frontiera tra il bene e il male. AL CENTRO della contesa c' è uno sputo di strada concepita al servizio dell' impianto di depurazione di punta Gradelle, ma, in realtà, destinata, come sostengono gli avversari del sindaco, a servire altri interessi molto meno onorevoli. Primo tra tutti quello di portare acqua al mulino della lobby del cemento che in penisola non conosce crisi ed è potente al punto da far approvare - «grazie alla non belligeranza della Soprintendenza», come dice l' ingegnere Giovanni Esposito dei Vas - un emendamento di poche righe che non pone limiti all' industria del mattone. La polemica, esplosa dopo l' allarme di "Repubblica", è aspra e avvelenata com' è consuetudine vicana fin dai tempi della impossibile convivenza tra i "rossi" capeggiati da Giorgio Napolitano, Pietro Valenza, Gerardo Chiaromonte e Carlo Fermariello - il sindaco compianto perfino dagli avversari - e i "bianchi" dei Gava padre e figlio e di Armando De Rosa che ancora oggi, nonostante si sia ritirato, è molto presente sul territorio. E puntiglioso nella difesa delle sue proprietà: nel progetto per un ascensore che collega il centro con il mare è stata inserita una bretella che attraversa un fondo della famiglia De Rosa altrimenti di difficile accesso. Per Pasquale Cardone, leader della sinistra, almeno tre motivi impongono di vedere chiaro nella storia di questa strada-non strada: è uno spreco vergognoso, non è di alcuna utilità, anzi può fare molti danni; è una ennesima violenza al paesaggio della costiera perché abbatte filari di ulivi secolari e li sostituisce con dodici tra archi e campate che arrivano fino a undici metri di altezza. Un altro "mostro" come quello di Alimuri al quale il sindaco-padrone, tra l' altro, non intende rinunciare. «Quella volumetria è una ricchezza per Vico - dice Gennaro Cinque - e va reinvestita sul nostro territorio, come è stato sancito dall' accordo». Ai "mostri" non si rinuncia, insomma. È stato difficile parlare con Cinque, lo abbiamo inseguito per ore e, se siamo riusciti a intercettarlo, il merito è di un suo fedelissimo, Ciro Vanacore, detto "Radiotredici" (lo ha scritto anche sulla scheda elettorale «perché molti mi conoscono solo con il nome d' arte e avrei corso il rischio di perdere voti»), che trascorre la giornata inseguendo il «capo» da un cantiere all' altro. All' inizio Ciro è stato esplicito: «Se Gennaro sta asfaltando - cioè sta controllandoi lavori - è difficile distoglierlo, ma prima di ritornare a Moiano passa sempre per il Comune». E così è stato. «Basta chiacchiere - sbotta il sindaco - quella strada serve a Vico, lo ha riconosciuto anche l' Anas. Quando sarà pronto il tunnel di Pozzano chi sale dalla Marina di Seiano potrà immettersi direttamente nel tunnel evitando il muro del ponte sulla statale che ora crea ingorghi invincibili. Ieri ho fatto controllare: seimila auto in tre ore, a Pasqua e in estate sarà un disastro, come ogni anno». Gli avversari del sindacopadrone, però, attaccano. «A Vico manca la cultura della legalità, la storia dei parcheggi interrati è esemplare. Li hanno fatti, li vendono a 70 mila euro per box, ma nessuno è disposto a spendere tanto. L' importante, però, era farli». L' esempio limite è il parcheggio che lambisce la piazza: «Grazie a una variante - dice Cardone - lo spazio per i box a rotazione, cioè al servizio della cittadinanza, è stato dimezzato a tutto vantaggio del proprietario privato che ha venduto i box». La piazza, tra l' altro, la pagherà il Comune; doveva chiamarsi piazza Kennedy, ma il sindaco ha accontentato il parroco - eccolo che spunta - e la intitolerà ai due santi patroni, San Ciro e San Giovanni.
NAPOLI - La lobby del cemento ha due santi patroni
Il sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque, sostiene che la strada asfaltata di 400 metri, finanziata con fondi pubblici, servirà alla costiera e non sarà dannosa per il paesaggio. Pasquale Cardone, leader della sinistra, critica il progetto, affermando che è uno spreco e potrebbe danneggiare la flora e la fauna locale. Cardone sostiene che la strada è stata costruita per servire gli interessi della lobby del cemento e non per il bene del comune. Il sindaco risponde che la strada è stata progettata per servire il comune e che la sua costruzione è stata approvata anche dalla Soprintendenza.
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