Ercolano, dopo il restauro del Decumano riparte la caccia alle statue di Nonio Balbo ERCOLANO. Lo scavo della Basilica il prossimo obiettivo del progetto Packard, dopo l'apertura alle visite, avvenuta ieri, del Decumano inferiore o Decumano Massimo, l'arteria più importante di Ercolano, con botteghe e domus signorili che si aprivano su entrambi i lati. «La riapertura del Decumano - ha sottolineato la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro - segna l'ultima tappa nel processo di progressiva restituzione al pubblico godimento delle arterie che compongono il reticolo urbano». Quando si metterà mano allo scavo della Basilica non è ancora possibile prevedere. Innanzitutto perché ci sarà bisogno di un progetto estremamente dettagliato, visto che è già stato portato a termine lo studio di fattibilità ed è stata ricostruita la pianta dell'edificio. E poi perché il costo economico sarà notevolissimo. Un edificio, la Basilica, che conteneva tutte le statue della famiglia di Marco Nonio Balbo, il console romano di origine nocerina che fu il benefattore della cittadina ercolanese. Le statue che si ritroverebbero con questa nuova indagine - una parte di esse vennero rinvenute durante gli scavi borbonici - potrebbero essere ancora in gran quantità. E, una volta avviato, sarebbe, questo, lo scavo più importante per Ercolano dopo quelli che don Amedeo Maiuri fece tra il 1927 a il 1950. Tra le altre cose l'esplorazione dell'area, avvenuta attraverso i cunicoli borbonici, ha portato gli archeologi a trovarsi di fronte a pitture del IV stile che coprivano tracce di quelle del III. E tuttavia, questo non è l'unico progetto di scavo che bolle in pentola per l'antica Ercolano. Un altro obiettivo è difatti il raggiungimento del Teatro attraverso il cunicolo borbonico che sbuca sul Cardo III. Di quel budello sono stati già scavati venticinque metri. Per raggiungere il Teatro e aprirlo alle visite, restano da liberare dalla cenere consolidata ancora solo settantacinque metri di cunicolo. Insomma, nel giro di cinque-sei anni, la città potrebbe essere vista come non mai e con significativi monumenti liberati per sempre dalla colata di cenere e fango solidificatosi nei secoli che seguirono la disastrosa eruzione del 79 dopo Cristo. In maniera particolare si potrebbe aprire un nuovo percorso con il Decumano massimo, finalmente del tutto scavato, che attraverso l'arco Quadriforme, immetteva nel Foro cittadino e verso la Basilica dei Balbi. «Eppure - sottolinea Andrew Wallace Hadryll, archeologo, responsabile dell'Herculaneum Conservation Project per il Packard Humanities Institute - c'è ancora un obiettivo: un nuovo museo per Ercolano, visto che l'edificio attuale, mai davvero terminato in oltre trent'anni, non solo è in condizioni disastrose ma è anche progettato molto male. La cosa importante, adesso, è però passare alla Soprintendenza archeologica tutte le conoscenze che in questi anni abbiamo acquisito». Vale a dire che tecnologie e quant'altro è stato applicato sul sito di Ercolano diventerà patrimonio dell'ente e potrà essere comunque utilizzato anche quando David Woodley Packard deciderà di ritirarsi lasciando tuttavia una macchina ben rodata dietro di se. Allora, come suggerisce ancora Hadryll, starà alla Soprintendenza eseguire la normale manutenzione perché al privato è toccato trovare facilitazioni e approcci di costo inferiore - ma non meno scientifici - al recupero e alla salvaguardia. Il costo di un restauro odi un recupero: altro argomento scottante. Se non si troveranno strade per semplificare l'arrivo degli sponsor i siti archeologici, e quelli campani in particolare, saranno sempre in sofferenza. «È fondamentale - sottolinea l'archeologo - sia introdurre una legge per incoraggiare sponsor privati con sgravi fiscali sia togliere l'Iva dai lavori di questo tipo. In Inghilterra, ad esempio, è possibile che lo sponsor risparmi il 25 per cento sulle tasse. Di più. Lo Stato sovvenziona il progetto sostenuto con un importo pari allo sgravio fiscale. Ecco, finanziare la cultura è un poco come finanziare la ricerca sulle malattie: comunque si salva l'umanità». I progetti Prosegue lo scavo del cunicolo borbonico per il Teatro Il coordinatore Hadryll: «Faremo un museo» I numeri 2001 anno del primo accordo di sponsorizzazione tra la Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei e la Fondazione Packard Humanities Institute 20 milioni di dollari la cifra elargita in favore degli Scavi di Ercolano dai coniugi David Woodely e Pam Packard attraverso la Fondazione 30 gli esperti impegnati a tempo pieno nell'Herculaneum Conservation Project 41.000 i metri quadrati di tessuto urbano dell'antichità riportati alla luce 1.840 le aree censite all'interno del complesso archeologico tra strade, edifici, fontane, terrazze, etc 50 anni l'interruzione alla manutenzione subita dagli Scavi prima dell'avvio del progetto 80 le strutture degli scavi su cui negli ultimi 10 anni s'è intervenuto con lavori di copertura 15 l'incremento dei visitatori: si è passati dai 248mi1a del 2001 ai 299mi1a del 2010