ERCOLANO. La sinergia tra pubblico e privato ha consentito il recupero del sito archeologico di Ercolano e la riapertura ai visitatori del Decumano Massimo, la strada più importante dell'antica città. Dopo anni di intenso lavoro, ieri è avvenuto il taglio del nastro affidato a due alunni della scuola elementare "F. Giampaglia" impegnata in un percorso didattico sul sito ercolanese. Un'apertura che non a caso avviene a dieci anni dalla attività dell'Herculaneum Conservation Project ovvero una collaborazione tra la Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli, la British School a Roma e il Packard Humanities Institute che è riuscita ad arrestare il degrado in cui versava il sito alla fine del ventesimo secolo. E per il recupero determinante è stato il finanziamento del magnate americano David Packard che ha finora investito 15 milioni di euro. Tirato a lucido da lavori imponenti, il Decumano Massimo è l'ultima tappa del lavoro di restituzione al pubblico delle arterie che compongono il reticolo urbano. Sulla destra spicca la Casa dal doppio portale con il suo eccezionale ingresso, il portico a colonne e gli elementi lignei ancora intatti. La Casa - hanno spiegato gli studiosi Hcp - è scavata per una parte ed è caratterizzata da architravi con elementi carbonizzati che reggono ancora il ferro. Al di sopra c'è la Scarpata Nord riportata alla luce e riqualificata con opera di consolidamento grazie a fondi europei 2000-2006. Ma la sinergia pubblico-privato ha consentito anche la mappatura di ambienti con infiltrazioni d'acqua o con pitture scrostate sulle quali sono previsti interventi di ripristino solo con materiali utilizzati per l'originale (sabbie sottili) e il consolidamento con calce per riempire i vuoti ed evitare crolli. I risultati finora ottenuti grazie alla sinergia pubblico-privato, sono stati rimarcati da archeologi e studiosi del Centro in una breve presentazione a cui hanno partecipato Paola Guidobaldi direttrice dello scavo di Ercolano, Teresa Cinquantaquattro soprintendente per l'area archeologica di Napoli e Pompei, Stefano De Caro direttore generale per i beni archeologici del Ministero, Sara Thompson project manager, Luigi Malnati direttore generale del Mibac e Andrew Wallace-Hadrill direttore di Hcp, il sindaco di Ercolano Vincenzo Strazzullo. La riapertura del Decumano Massimo è l'ultima di una serie di campagne di intervento per la conservazione del sito avviate dall'Hcp: nel 2009 e nel 2010 sono state riaperte la Casa Sannitica e le Terme Suburbane e nei prossimi tre anni i lavori continueranno con la restituzione della Casa del Rilievo di Telefo e l'Antica Spiaggia con il percorso fino a Villa dei Papiri.
Ercolano. Scavi, si torna a camminare nel Decumano Massimo
Il sito archeologico di Ercolano è stato recuperato grazie alla sinergia tra pubblico e privato. Il Decumano Massimo, la strada più importante dell'antica città, è stato riaperto ai visitatori dopo anni di lavori. Il recupero è stato possibile grazie al finanziamento di David Packard, che ha investito 15 milioni di euro. Il Decumano Massimo è l'ultima tappa del lavoro di restituzione al pubblico delle arterie che compongono il reticolo urbano. La Casa dal doppio portale è stata scavata per una parte e presenta architravi con elementi carbonizzati. La Scarpata Nord è stata riportata alla luce e riqualificata con opera di consolidamento grazie a fondi europei.
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