Io credo che i concetti di tutela e valorizzazione siano inscindibili e non contrapposti. Per poterli coniugare al meglio è necessario ragionare caso per caso: applicando regole più rigide per i beni di grande pregio e ponendo invece l'accento sulla fruibilità per strutture come le masserie pugliesi. L'Italia non è tutta uguale e i criteri che possono funzionare in Toscana non sono gli stessi applicabili in Sicilia. È necessario incrociare le conoscenze locali e avvicinare la responsabilità della tutela ai soggetti territoriali. Lo Stato è giusto che svolga un ruolo di supervisore. Ben vengano i privati disposti a investire nella conservazione e promozione del nostro patrimonio culturale. Un esempio riuscito è quello del borgo di Santo Stefano di Sessanio, salvato dalla rovina da un imprenditore che, nel rispetto dell'architettura del luogo, lo ha ristrutturato e trasformato in un albergo diffuso. La promozione del patrimonio culturale basti pensare all'impatto su Bilbao avuto dal museo Guggenheim può diventare un volano di ripresa economica. Presidente onorario di Legambiente