In piazza a Napoli e Roma «Niente ruspe», fumogeni e bagno nella fontana di Trevi Sempre incandescente il fronte degli abbattimenti. Più di mille persone sono scese in piazza ieri nella capitale e altrettante a Napoli, sotto il palazzo della Regione Nella capitale lancio di fumogeni e bagno nella fontana di Trevi: tre denunciati. In mille a Santa Lucia Doppio corteo per una sola causa: chiedere al governo e al presidente della Regione Stefano Caldoro lo stop agli abbattimenti in Campania. Più di mille persone ieri mattina sono scese in piazza a Roma (dove continua il sit-in a piazza Montecitorio) e altrettante a Napoli, sotto la sede dell'ente di palazzo Santa Lucia. Il «bloccaruspe» infatti tarda ad arrivare nonostante le promesse del premier Berlusconi e i comitati anti-ruspe hanno ripreso l'azione di lotta. Non sono mancati momenti di tensione nella Capitale, dove l'accensione di fumogeni e il suono ripetuto di trombette da stadio hanno portato alla denuncia a piede libero di tre manifestanti da parte della polizia. Tra questi c'è Michelangelo Scannapieco, leader dei comitati antiruspe della penisola sorrentina. Un uomo ha inscenato una protesta gettandosi nella fontana di Trevi: vi è rimasto immerso per circa mezz'ora, fino a quando i vigili urbani lo hanno allontanato. Anche sul fronte politico-istituzionale, la giornata di ieri è stata molto intensa. A Montecitorio infatti i promotori della protesta sono stati ricevuti dal sottosegretario per l'Attuazione del programma Daniela Santanchè e da Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl. A Napoli invece una delegazione di sindaci e responsabili del coordinamento dei comitati area sud ha dialogato con l'assessore all'Urbanistica Marcello Taglialatela e con lo staff del governatore Caldoro. In entrambi i casi sarebbero giunte nuove rassicurazioni sull'approvazione del decreto. «Il provvedimento, ostacolato anche dal Quirinale, potrebbe arrivare nei prossimi giorni - afferma Domenico Elefante, portavoce della protesta -. Confidiamo nelle promesse e negli impegni presi dal presidente Berlusconi e dai vertici regionali del Pdl, ma c'è bisogno anche dell'intervento diretto di Caldoro per risolvere in tempi brevi la questione». Sulla stessa lunghezza d'onda è Giuseppe Comentale, ex sindaco di Lettere e presidente dell'associazione Arcobaleno. «Aspettiamo questo decreto per fermare lo scempio degli abbattimenti - afferma - ma se il provvedimento non arriverà entro questa settimana trascorreremo Pasqua e Pasquetta a Montecitorio». Al corteo napoletano hanno partecipato decine di sindaci dei comuni della provincia. «Siamo soddisfatti per l'impegno assunto dall'assessore Taglialatela», afferma Domenico Peccerillo, primo cittadino di Casola di Napoli: «Ci ha confermato che lavorerà per completare a breve il nuovo piano paesistico regionale e che farà da intermediario con il governo centrale al fine di accelerare i tempi per l'approvazione del decreto. La partita non è ancora chiusa e noi speriamo che il decreto, grazie anche alla protesta civile e democratica dei cittadini, possa alla fine arrivare lo stesso». Oltre alla moratoria per tutti gli abbattimenti relativi alle prime abitazioni, sindaci e comitati chiedono anche la riperimetrazione dei vincoli sul territorio regionale e l'emanazione di una norma legislativa che consenta di ricostruire le case già demolite.
Cortei antiruspe, tensioni a Roma e Napoli
Ieri, a Roma e Napoli, sono state organizzate manifestazioni per fermare gli abbattimenti di case per far posto a nuove costruzioni. A Roma, oltre mille persone hanno partecipato al corteo, mentre a Napoli altrettante persone hanno sceso in piazza sotto la sede dell'ente di palazzo Santa Lucia. I manifestanti hanno chiesto al governo e al presidente della Regione Stefano Caldoro di fermare gli abbattimenti. A Roma, sono stati denunciati tre manifestanti per aver lanciato fumogeni e bagno nella fontana di Trevi. A Napoli, un uomo è stato sottoposto a un test di immersione nella fontana. I manifestanti hanno anche chiesto il stop agli abbattimenti in Campania.
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