NON si ferma la battaglia per salvare il fosso della Cecchignola dalla superstrada a quattro corsie. E dopo le interrogazioni parlamentari, le "pasquinate" nel quartiere e la raccolta firme, le trenta associazioni che hanno sottoscritto l' appello al sindaco, Gianni Alemanno, e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sabato scenderanno in strada per un sit-in in piazza Venezia. Insomma, i comitati non si fermano davanti alle parole dell' assessore all' Urbanistica, Marco Corsini: "Il tracciato del nuovo asse viario che attraverserà l' area di Cecchignola sud non è modificabile poiché l' iter progettuale, che va avanti da anni, è ormai in fase avanzata". Parole che hanno scatenato la reazione di Italia Nostra, Wwf e associazioni di quartiere. "Il Comune ha interrotto il progetto sul parcheggio del Pincio quando già le ruspe stavano lavorando per i sondaggi archeologici perché non si può intervenire su un piano ancora in fase preliminare?", tuona Matilde Spadaro, consigliera del municipio XII. Una dichiarazione a cui fa eco quella di un autorevole ambientalista, Fulco Pratesi che scende in campo in difesa dell' ultimo lembo di Agro romano: «È un progetto stupido - rileva il fondatore del Wwf - ci sono molte possibili alternative come quella di passare nella città militare senza distruggere quel tratto di terra. Quest' opera non s' ha da fare perché non si deve toccare quel poco che resta della campagna romana». La lotta dalla strada è dunque approdata anche in Parlamento, ma intanto si stanno mettendo in campo molte iniziative. «Stiamo organizzando periodicamente dei banchetti per la raccolta firme e sabato con l' happening in piazza Venezia divulgheremo a tutti, compresi i turisti, quanto avviene a Roma», precisa Massimiliano Di Gioia dell' associazione Colle della Strega. E anche il centrodestra inizia a far sentire la sua voce: «Quando dal territorio arriva una così forte mobilitazione non si può e non si deve sottovalutare - dice Stefano Aloisi, consigliere Pdl del municipio XII - Mi farò promotore di un' assemblea pubblica». La battaglia delle trenta associazioni non è solo in difesa dell' ambiente, ma "si tratta di una rivendicazione di applicazione di sani principi amministrativi alla cosa pubblica", dicono i comitati. «Ma quale strada costa 10 milioni di euro a chilometro con il risultato di far giungere il traffico in una via stretta a due corsie devastando l' ultimo polmone verde rimasto e peggiorando la qualità della vita dei cittadini? Nessun amministratore dovrebbe prendere in considerazione un simile inutile e faraonico progetto, soprattutto quando si possono utilizzare strade già esistenti nella città militare della Cecchignola», incalza Spadaro. E le fa eco, Stefano Salvi, presidente dell' associazione Ottavo Colle: «È un progetto inutile che termina nei quartieri residenziali che quindi saranno affogati di automobili senza che il flusso potrà scorrere. Se lo scopo reale di questo progetto fosse quello di favorire un a mobilità migliore ciò nonè assolutamente raggiunto con questa tangenziale».