SE DOVEVA essere un libro terapeutico, si può dire con certezza che il paziente è perfettamente guarito. Campos Venuti, settantacinquenne romano trapiantato a Bologna da mezzo secolo, sta benissimo. La sua piccola autobiografia, uscita in questi giorni è una chicca. L' architetto confessa nell' introduzione che una ischemia che lo ha colpito nell' autunno scorso lo ha costretto a impegnarsi nell' uso della scrittura. Così, dopo tanti libri di urbanistica, è nato questo (Giuseppe Campos Venuti - Un bolognese con accento trasteverino, autobiografia di un urbanista - Pendragon, 85 pagine, 12 euro che oggi pomeriggio verrà presentato all' Ambasciatori) dove racconta la sua vicenda umana e politica. Forse la riabilitazione è un po' una scusa, ma il volume che ne è uscito è un piccolo-grande spaccato della storia recente di Bologna, della sinistrae delle città dedicata non solo agli amanti dell' urbanistica. Il liceo, Roma, il fascismo. Una pagina carica di significato quella che narra lui quattordicenne che corre, curioso e sgomento, verso piazza Venezia per ascoltare la dichiarazione di guerra di Mussolini. Poi il Partito d' azione, la resistenza, il nome di battaglia "Bubi", i primi lavori (tra l' altro è uno degli architetti che ha disegnato la mitica scuola di partito delle Frattocchie) e l' avvicinamento al Pci. EQUANDO - era il 1960 - da Bologna il partito chiede un bravo giovane che possa occuparsi di urbanistica, comincia la vita bolognese del trasteverino Campos. Sono gli anni che, sindaco Dozza, si costruì la Bologna che conosciamo oggi. Dal braccio di ferro con le Autostrade per la costruzione della tangenziale alla "sciagurata" festa per l' ultimo tram; dal pomeriggio del 7 giugno 1964 quando Campos, in quanto unico assessore non bolognese, fu "esentato" dalla trasferta all' Olimpico per il match scudetto, alla sua casa di via Castiglione con parole dolcissime per l' adorata moglie Gloria. Poi c' è la politica, perché per Campos l' urbanistica non vive senza una visione "politica" della società. E qua i riferimenti, i confronti e anche lo spirito libero di Campos viene fuori tutto. La presentazione del libro di oggi forse si presterà ad approfondire anche questi temi perché gli ospiti sono politici. Il dibattito (ore 17, libreria Coop in via Orefici) che sarà condotto dal caporedattore di Repubblica Bologna Giovanni Egidio, vedrà il confronto dell' autore con il candidato sindaco del centrosinistra Virginio Merola e il presidente Pd della provincia di Roma Nicola Zingaretti. Campos a Merola ha sempre dato atto di avere fatto un ottimo lavoro sul Piano strutturale comunale di Bologna. Ma ha sempre rimproverato alle amministrazioni di sinistra (fin da quando in giunta c' era lui) di non aver saputo coniugare l' urbanistica con la mobilità. E qua, volendo stare sull' attualità, ce n' è per tutti: dal Civis al metrò. Le pagine in cui racconta com' era il dibattito e com' erano le giunte degli anni sessanta, sono, seppur senza nessun accento polemico dell' autore, una implicita denuncia delle involuzioni della politica di oggi. Abbiamo passato questi anni (e ne passeremo ancora) a parlare di apertura alla società civile, funzionari di partito, liste aperte, giovani da coinvolgere nell' amministrazione. Nel 1960 in giunta c' erano 10 assessori su 16 che avevano tra i 29 e 39 anni; la lista si chiamava Due Torri e non Pci; tutti, tranne il sindaco Dozza e l' assessore Bonazzi, provenivano dalla professione alla quale tornarono. "Aver perso quella caratteristica- scrive-è probabilmente una delle ragioni che spiegano la minor qualità delle Giunte Comunali più recenti, a Bologna e in Italia".
BOLOGNA - Campos Venuti la febbre del fare di un urbanista d' altri tempi
Il settantacinquenne Campos Venuti, architetto e urbanista, ha pubblicato un libro autobiografico che racconta la sua vita e la sua esperienza politica. Il libro, intitolato "Un bolognese con accento trasteverino", narra la sua infanzia, la sua formazione come urbanista e la sua carriera politica, che lo ha portato a lavorare con il Partito d'azione e il Pci. Il libro descrive anche la sua esperienza come assessore alla pianificazione urbanistica a Bologna negli anni '60, e le sue critiche alla politica di oggi, che considera "involuzioni" rispetto alle esperienze del passato.
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