Subito risolto il problema della viabilità. Sgarbi vuole il magazzino 26 come sede distaccata della mostra veneziana. Costo 250mila euro. Il Porto vecchio come sede distaccata della Biennale d'arte che si apre a Venezia in giugno. Un capitolo di "mostra diffusa" per il 150 dell'Unità d'Italia. Sede proposta: il Magazzino 26 già ristrutturato ma chiuso, quattro piani da 2000 metri quadrati ciascuno. Costo globale di 250 mila euro. Progetto di viabilità interna e parcheggi già in elaborazione. E soprattutto la dichiarata disponibilità dell'Autorità portuale di sospendere temporaneamente, per il periodo necessario (che potrebbe essere da luglio a novembre) il regime di Punto franco, l'osso duro dell'intero comprensorio. Eccola qui la proposta di Vittorio Sgarbi, da tempo innamorato di questa sua intuizione in campo triestino. Ora, da curatore del Padiglione Italia della Biennale (e mentre combatte per riavere la direzione della Soprintendenza veneziana contestatagli dalla Corte dei conti e appena rimessa a concorso) l'ha materializzata, nonostante certe pubbliche perplessità del nuovo ministro della Cultura, Giancarlo Galan. Ieri il binomio Biennale-Trieste ha trovato composizione ufficiale. Il prefetto Alessandro Giacchetti ha convocato in mattinata Comune, Provincia, Regione, Direzione regionale dei beni culturali, Autorità portuale, Camera di commercio, Ince, e la Portocittà che ha in concessione Porto vecchio. E stata lanciata la proposta, che ha trovato tutti non solo consenzienti, ma contenti. Oggi Roberto Dipiazza convocherà alle 12 una riunione dei capigruppo per condividere la decisione: «Se l'iniziativa si farà, io allora non sarò più sindaco - spiega -, dunque trovo giusto che la riflessione sia collegiale». Al Comune spetterebbe di stanziare una prima parte dei soldi. «L'opportunità per il nostro territorio, sotto il profilo economico e culturale - afferma una nota dell'Autorità portuale - è di grande impatto e l'Autorità portuale di Trieste è fiera di poter collaborare alla riuscita dell'evento, impegnandosi da subito a risolvere le questioni inerenti la viabilità in entrata uscita dei mezzi e delle persone e la contestuale temporanea sospensione del regime di Punto franco per il periodo necessario». «È una cosa bellissima - aggiunge Dipiazza -, una straordinaria promozione per Porto vecchio, per Trieste, per aprire con una strada l'ingresso, e per valorizzare il Magazzino 26». «Una scelta provvidenziale - commenta Giangiacomo Martines, direttore regionale dei Beni culturali -, Trieste non solo ha un rapporto particolare con Venezia, ma è baricentrica per l'arte contemporanea rispetto al Friuli Venezia Giulia e la Mitteleuropa, e il Magazzino 26 è proprio in attesa di "derrate culturali". Portocittà (con gli architetti Gerbini e Fantin) ha già un progetto perla viabilità. Produrre cultura - conclude Martines con parole di estrema lode per l'impegno di Sgarbi - è il vero destino di Porto vecchio».