A Castel S. Angelo la XXX Mostra Europea del Turismo nel segno dei 150 anni dell'Unità nazionale Il ruolo centrale di tutela di Carabinieri, Polizia e GdF Molto tempo prima che l'Unità d'Italia divenisse una realtà, l'arte, la letteratura e la cultura in genere hanno costituito quel fantastico collante in grado di tenere insieme un popolo politicamente diviso, dando un'identità nazionale a chi non l'aveva. L'Italia, un museo a cielo aperto, può essere considerata unita anche per la presenza del suo inestimabile e ineguagliabile patrimonio culturale e artistico, tale da renderla unica al mondo. Proprio ad "Arte forza dell'Unità Unità forza dell'arte" è dedicata la XXX Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali, inaugurata ieri nelle prestigiose sale di Castel Sant'Angelo: un'iniziativa per far apprezzare, soprattutto ai più giovani, quanto è si è fatto e si fa in Italia da 150 anni nel campo della tutela e della salvaguardia dell'arte. Promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, Artistico, ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, ideata e organizzata dal Centro Europeo del Turismo presieduto da Giuseppe Lepore, la mostra è inserita nel programma ufficiale delle celebrazioni per i1 150 Anniversario dell'Unità d'Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri Unità Tecnica di Missione e con la tradizionale partecipazione dell'Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato - artefici di importanti recuperi di opere d'arte trafugate - e con il contributo dello Stato Maggiore dell'Esercito. "Gli uomini e le donne che hanno contribuito alla salvaguardia del patrimonio artistico, l'attività di Enti e Istituzioni che hanno lavorato e lavorano affinché il patrimonio culturale non si disperda e possa conservarsi integro per essere fruito dal mondo intero ha spiegato Giuseppe Lepore, presidente del Centro Europeo per il Turismo ci deve essere di esempio e renderci consapevoli, a centocinquanta anni dalla formazione dello Stato unitario, che senza concordanza di sforzi e di intenti non si preserva ciò che ci è stato tramandato in eredità e che, a nostra volta, dobbiamo lasciare alle generazioni future come patrimonio dell'umanità. La trentennale attività del Centro Europeo ha sempre privilegiato il coinvolgimento di tutte le regioni d'Italia perché tutte egualmente meritevoli di attenzione per il proprio patrimonio culturale". La mostra si articola in quattro sezioni, ognuna corredata da pannelli didattici, foto e didascalie. Nella prima il visitatore potrà conoscere la legislazione di tutela dei beni culturali, dal periodo preunitario ai nostri giorni. La seconda sezione è dedicata alla salvaguardia dell'arte durante la seconda guerra mondiale, quando studiosi come Pasquale Rotondi, Emilio Lavagnino, Palma Bucarelli, Rodolfo Siviero, Guglielmo Pacchioni con la sua collaboratrice Fernanda Wittgens e Bruno Molajoli spesero tutte le loro energie per proteggere i nostri capolavori dai danni dei bombardamenti. Francesco Maria Giro, sottosegretario ai Beni culturali, ha definito Pasquale Rotondi, sovrintendente delle Marche, "uno Schindler tutto italiano", "che, alla vigilia dello scoppio del secondo conflitto mondiale, ebbe il merito di preservare dalla distruzione e dal saccheggio più di diecimila opere d'arte": una vicenda rimasta nell'ombra per quasi quarant'anni, anche a causa del carattere schivo dello storico dell'arte. "Sicuramenteha continuato Giro siamo debitori al suo intenso impegno civile che al giorno d'oggi viene proseguito con successo dalle nostre forze dell'ordine che quotidianamente si adoperano con estrema competenza, professionalità e spirito indagativo". "La straordinaria storia della salvaguardia del nostro patrimonio culturale esercitata negli anni della seconda guerra mondiale ha aggiunto il sovrintendente Rossella Vodret mai come oggi risulta così attuale. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, è importante guardare al passato, alle grandi imprese compiute dai nostri predecessori uomini e donne di ogni schieramento politico, che con scarsissimi mezzi economici e di trasporto, assenza di comunicazioni, su strade bombardate, animati solo dalla passione e dalla determinazione, hanno reso possibile il salvataggio di opere che avremmo potuto perdere per sempre". Le opere più importanti, non solo del Lazio, trovarono ricovero tra le mura di Palazzo Venezia, prima di essere trasportate e custodite nella sede neutrale della Città del Vaticano. Le opere esposte sono state scelte tra le collezioni dei più importanti musei di Milano, Venezia, Genova, Urbino, Firenze, Roma, Napoli, da musei civici, cattedrali, complessi archeologici. E' documentata anche l'attività del Genio militare a protezione di edifici storici e monumenti. Nella terza sezione è documentata l'opera dell'istituto Centrale del Restauro e dell'Opificio delle Pietre Dure, che rappresentano per l'Italia un fiore all'occhiello. In esposizione alcune opere che grazie ai due istituti sono tornate a vivere dopo essere state seriamente danneggiate da calamità naturali, dal tempo o in seguito a furti. Nella quarta sezione è documentata l'attività di recupero delle forze dell'ordine, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per la competenza e la professionalità dei corpi specializzati che operano anche fuori del nostro territorio nazionale. In esposizione più di 80 opere ritrovate grazie agli ultimi successi di carabinieri, guardia di Finanza e polizia di Stato praticamente su tutto il territorio nazionale. Si va dai reperti archeologici all'arte contemporanea, passando per capolavori di artisti del calibro di Antoniazzo Romano, Federico Barocci, Hans Memling, Raffaello, Tintoretto, Tiepolo. Sono presenti anche croci, reliquiari, messali, tessuti, paramenti sacri e manufatti in cuoio di grande pregio. In una delle sale vengono proiettati film documentari sulle attività di salvaguardia e di restauro.
L'Italia è Nazione grazie all'Arte
La XXX Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali è stata inaugurata a Castel Sant'Angelo a Roma. La mostra è dedicata al ruolo centrale di tutela di Carabinieri, Polizia e GdF e celebra i 150 anni dell'Unità nazionale italiana. La mostra si articola in quattro sezioni, ognuna con pannelli didattici, foto e didascalie. La prima sezione è dedicata alla legislazione di tutela dei beni culturali, la seconda alla salvaguardia dell'arte durante la seconda guerra mondiale, la terza all'opera dell'istituto Centrale del Restauro e dell'Opificio delle Pietre Dure, e la quarta all'attività di recupero delle forze dell'ordine.
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