VENEZIA. Sarà affidato ad un dirigente interno ai Beni culturali l'incarico di Soprintendente del Polo museale di Venezia. Lo ha deciso il ministro Galan: non esistono le condizioni giuridiche che avrebbero permesso il ricorso ad una figura esterna. Pronta la replica del critico d'arte: «E io mi rivolgo direttamente a Berlusconi». Sgarbi silurato. Da Galan. Sarà affidato ad un dirigente interno del ministero dei Beni culturali l'incarico di Soprintendente del Polo museale di Venezia. Il ministero ritiene che non ci siano le condizioni per designare Sgarbi con una nomina per «chiara fama», come era avvenuto prima della bocciatura della stessa nomina da parte della Corte dei Conti. Sgarbi avverte: «Ora vado da Berlusconi». La comunicazione è arrivata ieri sera in una nota della direzione generale del ministero. Una decisione sui cui può aver pesato il pronunciamento della Corte dei Conti - nel caso della nomina a Soprintendente di Sgarbi avrebbe potuto intervenire di nuovo - ma che sul piano politico appare una bocciatura di Sgarbi da parte del ministro Giancarlo Galan. La nuova nomina - sulla base del bando per il posto di soprintendente - spetta formalmente al direttore generale Antonia Pasqua Recchia. Ed è proprio con Recchia che se la prende Sgarbi. «Galan è stato ingannato dai suoi funzionari e in particolare dalla dottoressa Recchia tuona che gli ha tenuto nascosto che altri funzionari sono stati nominati per chiara fama. Ho iniziato il bombardamento contro i funzionari fedifraghi». «Vado subito da Berlusconi aggiunge non posso essere vittima di ingiustizie. Se non mi nominano Soprintendente mi dimetto anche da Commissario del padiglione Italia della Biennale». Sgarbi poco prima della comunicazione del ministero aveva spiegato di ritenere l'incarico di Soprintendente e quello di commissario della Biennale strettamente collegati Per questo - motivava - gli sarebbe bastata anche una nomina a tempo, per portare a termine i progetti espositivi legati anche alla Biennale. Ora le sue dichiarazioni di fuoco aprono scenari incerti sul futuro del Polo museale. Per il quale, insieme alla candidatura di Sgarbi, sono state depositate - lo ricordiamo - quelle del soprintendente di Pisa Giorgio Scalini, di quello di Venezia Giorgio Rossini (che è già stato a Venezia come soprintendente ai Beni Architettonici), del soprintendente di Torino Stefano Cascio, di quello di Lecce Fabrizio Vona (già avversario di Sgarbi nel precedente bando poi impugnato dalla Corte dei Conti) e Giovanna Damiani, soprintendente di Parma che pere), sino a fine mese, ricopre anche ad interim proprio il ruolo di soprintendente per il polo museale veneziano. Sempre nel pomeriggio di ieri la Uil Beni Culturali - da sempre avversaria di Sgarbi con il segretario Gianfranco Cerasoli aveva denunciato «vere e proprie interferenze e pressioni» sul ministro Galan. Il sindacato chiedeva al ministro di «volere bene a Venezia e rispettare le regole e le leggi dello Stato cui ha giurato fedeltà». Se invece di Sgarbi, «si fosse trattato di un altro dipendente - faceva notare il sindacato - il Ministero avrebbe già avviato il provvedimento disciplinare per il licenziamento».
Sgarbi silurato da Galan. E io vado da Berlusconi
Il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha deciso di affidare l'incarico di Soprintendente del Polo museale di Venezia ad un dirigente interno del ministero, non a Sgarbi, che aveva richiesto la nomina. La decisione è stata motivata dal fatto che non esistono le condizioni giuridiche per una nomina per chiara fama. Sgarbi ha affermato di essere stato ingannato e ha minacciato di dimettersi anche dal ruolo di Commissario della Biennale. Il sindacato Uil Beni Culturali ha denunciato interferenze e pressioni sul ministro Galan. La nuova nomina spetta formalmente al direttore generale Antonia Pasqua Recchia.
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