C'è la voglia che tutto diventi, finalmente, accessibile al pubblico. Che i reperti del passato si trasformino in qualcosa di più che semplici testimonianze archeologiche esposte una accanto all'altra. Nel progetto del nuovo Museo Nazionale di Altino (che una volta terminato diventerà, per estensione e servizi, il primo museo archeologico del Veneto) c'è tutto questo. Una visita al museo pensata su cinque livelli di conoscenza (e di interesse). Mappe concettuali che permetteranno di scegliere l'area delle collezioni o il percorso culturale più adatto agli interessi di ogni visitatore. Ma anche una «storia» dei reperti, pensata invece per gli addetti ai lavori, che partirà dal loro ritrovamento e li seguirà attraverso la riproduzione fotografica, la catalogazione, fino alla selezione per l'esposizione. «Abbiamo creato un modello di museo nuovo, adeguato agli standard dei musei contemporanei che comprenderà più aspetti - spiega l'architetto Stefano Filippi, che ha pensato il progetto - oltre a quello archeologico, ci saranno infatti anche quello naturalistico, legato al vicino Parco del Sile». E il progetto, che comprende un nuovo complesso architettonico (due edifici rurali restaurati, e tre nuovi corpi di fabbrica) alla fine coprirà un'area di 14mila metri quadrati di cui 1800 coperti (al momento il museo di Altino consta di 180mq in tutto). Una parte (2 o 3 sale) potrebbero già essere aperte il prossimo anno mentre per il completamento di tutti i lotti (in totale 6 milioni di euro in arrivo da finanziamenti europei ma anche dal Ministero dei Beni culturali), bisognerà attendere dicembre 2013.