L'amara soddisfazione della scrittrice Silvana Grasso non può fermarsi al riconoscimento delle sue buone ragioni. Quando, nel 2007, da assessore alla Cultura di Catania, denunciò antiche pratiche di sottrazione di opere d'arte dal museo civico di Castello Ursino fu presa per matta. Per la forma plateale in cui lo fece e per la sostanza. Gli ammanchi - ché meglio sarebbe chiamare con il nome più appropriato di furti - risalivano a parecchi anni prima e persino al periodo della guerra e, soprattutto, a quello successivo. Difficile, inoltre, dimostrarne la mancanza. Ma Silvana Grasso non disarmò e si rivolse anche al nucleo dei carabinieri specializzato in furti e ritrovamenti di opere d'arte di Palermo. Poi la magistratura ha fatto il suo corso, e anche politica che ha messo la Grasso fuori dai giochi. Oggi la scrittrice non solo può dirsi contenta di avere sollevato il caso, ma rilancia chiedendo che un importante pezzo archeologico del V secolo avanti Cristo torni al museo civico da dove è stato illegittimamente «sottratto». «Il Museo di Grenoble - scrive in una sua nota - deve restituire alla città di Catania e a Castello Ursino il cratere attico (V avanti Cristo) di straordinaria bellezza fattura e valore economico, illegittimamente "regalato" nel 1961, assieme ad altri tre reperti archeologici provenienti dalla collezione Biscari, dall'allora sindaco di Catania Papale al sindaco di Grenoble, in occasione del gemellaggio, alienando un bene inalienabile a qualsiasi titolo, come precisato nel testamento del donante, il suddetto principe di Biscari. Ritorni alla Città di Catania e ai Catanesi, in analogia alla Venere di Morgantina, in analogia al sacrosanto diritto alla par condicio». E aggiunge: «Chiederò al ministro Galan di intervenire presso la Città di Grenoble e farsi garante, con un'azione forte di civiltà e Umanesimo, della restituzione del prezioso cratere che, rientrando in Sicilia dopo un'incresciosa quanto incredibile 'deportazione', sia esempio inconfutabile di Legalità per i Siciliani che Italiani sono».
Il cratere attico donato al museo di Grenoble torni a Catania
La scrittrice Silvana Grasso ha denunciato antiche pratiche di sottrazione di opere d'arte dal museo civico di Castello Ursino a Catania. Nel 2007, come assessore alla Cultura, ha denunciato i furti, ma la sua denuncia è stata messa in discussione. Oggi, Grasso rilancia chiedendo la restituzione di un importante pezzo archeologico del V secolo a.C. al museo civico. Il pezzo, un cratere attico, è stato illegittimamente sottratto nel 1961 e è ora conservato al Museo di Grenoble. Grasso chiede al ministro Galan di intervenire presso la Città di Grenoble per garantire la restituzione del pezzo.
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