Il patrimonio del nostro Paese è enorme, ma mancano le risorse per conservarlo e renderlo accessibile. Insieme alla tutela è essenziale garantire la visitabilità delle strutture, ma non si riesce: non perché il patrimonio sia in mano ai privati, ma perché resta nominalmente pubblico e allo stesso tempo viene utilizzato per fini privatissimi. Un caso emblematico è l'Ospedale militare di Piacenza, una struttura di oltre 23mila metri quadrati che potrebbe venire restituita alla città, ma invece cade a pezzi perché all'interno ospita un'abitazione privata di 141 metri quadrati. Il punto di crisi sono le città: i sindaci non sono messi in condizione di governare e nessuno è chiamato a rispondere dei danni. Ecco perché credo si debba estendere la gestione indiretta. L'affidamento va dato a chi ha i mezzi per tutelare e promuovere. Lo Stato si occupi della regia e incentivi l'intervento dei privati. E non parlo solo di aziende in cerca di un ritorno di immagine, penso anche a cooperative di giovani. I nostri beni potrebbero diventare un motore per l'imprenditorialità. Economista, dal gennaio del 2003 è consulente del ministro per i Beni e le attività culturali Giuliano Urbani Stato senza risorse, più spazio ai privati