Firenze imbrattata per dire di non imbrattarla. Gli «angeli del bello», il gruppo di volontari lanciato da Matteo Renzi un anno fa per combattere il degrado e la sporcizia cittadina invade i marciapiedi con decine di scritte «rispetta Firenze, non imbrattarla.» e si trasforma in un boomerang per il sindaco che era già stato contestato per il nome scelto per l'associazione. Nome che ricordava molto da vicino quello degli «angeli del fango» e la triste pagina dell'alluvione cittadina del 1966. Mancano solo due mesi al primo compleanno degli «angeli del bello», l'associazione lanciata da Renzi dal salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio e arriva la gaffe. Lo scorso giugno il sindaco parlò di una vera e propria chiamata alle armi per formare un esercito di ragazzi che dovevano ridare bellezza a Firenze. Come? «Basta poco disse allora Renzi, spiegando che bisognava fare piccole cose, come ripulire un muro o un giardino, abbellire un balcone con i fiori, rimuovere gli adesivi, raccogliere cicche. E gli angeli questo hanno fatto, senza però sfondare, né ottenere quella grande visibilità o quel grande seguito per essere citati come esempio nazionale. Il sindaco, alla presentazione aveva dato loro un appuntamento: «ognuno dia una mano, a San Giovanni del 2011 ci rivediamo per capire se abbiamo fatto bene o no». E allora serviva qualcosa di shoccante per farsi notare ed ecco che hanno deciso di sporcare. Proprio così, per convincere a non gettare carte e cicche a terra, hanno scritto su decine di marciapiedi con caratteri bianchi «rispetta Firenze, non sporcare». Un'azione che doveva essere il colpo per il rilancio e per arrivare in volata al compleanno ma che assomiglia a una grande gaffe. L'idea di imbrattare i marciapiedi per dire di non imbrattare si sta rivelando ars boomerang. A qualcuno l'iniziativa è piaciuta. ma molti fiorentini hanno protestato contro la trovata tanto che adesso gli angeli rischiano sicuramente la tirata di orecchie e forse anche il congelamento.