Una task-force per il recupero di Villa Lancellotti e l'immediato monitoraggio di tutti i palazzi storici cittadini a rischio: sono queste le prime risposte operative che arrivano dalla Regione e dal ministero peri Beni Ambientali dopo il crollo del palazzo di corso Garibaldi del 17 marzo scorso. Le difficoltà economiche e burocratiche che ostacolano la celerità degli interventi per mettere al riparo il patrimonio storico del Miglio d'oro avevano indotto il sindaco Vincenzo Cuomo a coinvolgere le altre istituzioni. E ieri intorno al tavolo hanno trovato posto con lo stesso Cuomo il vicepresidente della Regione e assessore ai beni culturali Giuseppe De Mita, il soprintendente Stefano Gizzi e il direttore regionale del ministero per i Beni Culturali, Gregorio Angelini. Cuomo ha evidenziato tutti gli sforzi sin qui compiuti, attraverso risorse comunali, perla messa in sicurezza di palazzo Lancellotti e si è subito dichiarato disponibile a mettere a disposizione i crediti vantati nei confronti della proprietà (circa 500mila euro anticipati per lavori urgenti di messa in sicurezza del sito) «per una ipotesi di recupero del bene ai fini di una pubblica fruizione». In pratica il Comune potrebbe, in una ipotesi di acquisto, del bene da parte dello Stato, rinunciare al recupero dei crediti vantati: somme che andrebbero ad aggiungersi ad eventuali altri stanziamenti pubblici finalizzati alla acquisizione del bene. Ma, preliminarmente, occorre chiarire i problemi legati alla proprietà della villa. Dai primi contatti che il Comune aveva avuto con gli eredi della principessa Natalia Massimo Lancellotti era emerso che L'offerta II sindaco di Portici: se ci sarà acquisizione rinunceremo ai crediti per i lavori l'eredità non era stata formalmente accettata. Anche se, di converso, risultava che gli eredi stessi avessero conferito un mandato a una agenzia immobiliare della città per sondare il mercato sulla vendibilità dell'immobile. I legali dei Lancellotti - la famiglia risiede stabilmente a Roma ed è proprietaria di numerosi altri immobili di pregio - chiariscono che «è stata ufficializzata la volontà di accettare l'eredità - come spiega l'avvocato Giuseppe Di Noto - e quindi vi è tutta la consapevolezza di dover intervenire per la salvaguardia del bene». Quanto ad eventuali trattative in corso per la vendita il legale aggiunge che «allo stato non vi è alcun atto formale che veda impegnata la proprietà nella vendita della villa: è chiaro - aggiunge il legale - che l'ipotesi di cessione del palazzo è al vaglio degli eredi, meglio ancora se arrivassero proposte dalle istituzioni». L'assessore De Mita ha chiesto al direttore regionale del ministero, Angeli-ni, «di assumere il ruolo di coordinatore delle iniziative» per Villa Lancellotti, mentre dalla Soprintendenza è stata manifestata la volontà di «adottare direttamente le misure necessarie alla salvaguardia del bene». Sull'aspetto economico della questione, sarà il ministero a individuare «con il concorso di altri soggetti pubblici» le risorse da destinare al restauro ed alla eventuale acquisizione del bene. Il gruppo di lavoro ha anche condiviso la proposta del sindaco di avviare un monitoraggio, con il coinvolgimento dell'Ente per le Ville Vesuviane, di tutti i palazzi storici per i quali è necessario approntare urgenti interventi a tutela, primo fra tutti Villa d'Elboeuf, da anni al centro di una serie di episodi che ne hanno messo a serio rischio la tenuta. Nelle prossime settimane, a questo punto, si insedierà un tavolo operativo che vedrà coinvolti rappresentanti delle singole istituzioni competenti per l'adozione delle ulteriori iniziative.
CAMPANIA - Ville vesuviane, nuovo patto per il salvataggio. Regione e ministero promettono più risorse. Una task force per i palazzi Lancellotti e d'Elboeuf.
La Regione e il ministero per i Beni Ambientali hanno deciso di creare una task-force per il recupero di Villa Lancellotti e il monitoraggio di tutti i palazzi storici cittadini a rischio. Il sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo, ha coinvolto le istituzioni per affrontare le difficoltà economiche e burocratiche che ostacolano la celerità degli interventi per mettere al riparo il patrimonio storico del Miglio d'oro. Il vicepresidente della Regione, Giuseppe De Mita, e il direttore regionale del ministero, Gregorio Angelini, hanno partecipato al meeting con Cuomo. Il Comune potrebbe rinunciare ai crediti vantati per lavori urgenti di messa in sicurezza del sito se acquista il bene.
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