Lo ha ribadito la scorsa settimana il neo-ministro per i Beni culturali, Giancarlo Galan, che ha dedicato la sua prima visita agli Scavi di Pompei: patrimonio culturale sul quale sia il governo che la Regione Campania puntano parecchio per innestare la marcia dello sviluppo. «Per il quinquennio 2007-13 ci sono 34 miliardi di risorse comunitarie per le regioni del sud. Ne sono stati impegnati il 16, spesi il 9. La Campania in particolare ha impegnato il 6,68 di queste risorse e ne ha effettivamente spese il 2,7. Poi come si fa ad andare da Tremonti a dirgli che servono soldi?». appunto questo il nodo gordiano da tagliare per la Campania che oggi, con la nuova amministrazione di centrodestra, e dopo il lungo periodo di sanzioni scaturite dalla violazione del patto di stabilità, tenta di risalire la china. «Se guardiamo indietro commenta il presidente della Campania, Stefano Caldoro è un disastro. Inutile negare il fallimento del passato e dobbiamo guardare avanti. Un piccolo segnale di inversione di tendenza, tuttavia, ora è manifesto: la Campania ha aumentato la sua performance del 50 negli ultimi sei mesi. Un dato che non ha eguali con le altre Regioni che hanno avuto un incremento di spesa molto più contenuto. Noi effettivamente partiamo da una posizione più svantaggiata, però abbiamo fornito un segnale di cambiamento di passo. Un altro handicap che ci siamo portati dietro, rispetto alle altre Regioni, è stato lo sforamento dei parametri del Patto di stabilità: in concreto non abbiamo potuto spendere nulla fino allo scorso 31 marzo. Da poco, infatti, abbiamo superato il regime delle sanzioni. Da qui continua Caldoro la possibilità di attivare d'ora in avanti i grandi progetti su energia, beni culturali, infrastrutture, trasporti, ambiente e telecomunicazioni. Tutti progetti che presenteremo in Europa. Non ci nascondiamo che si tratta di un obiettivo molto ambizioso da raggiungere, ma con il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, stiamo cercando tutte le condizioni per garantire alla Campania e all'intero Mezzogiorno una inversione di tendenza». Il governatore campano non ne fa mistero: spera nel recupero di almeno altri 100 milioni da investire nell'ambito delle linee programmatiche dedicate ai grandi attrattori. Certo, resta la difficoltà oggettiva di un quadro di risorse comunitarie del periodo 2007-2013 che indica per i fondi Por Fesr della Campania una somma di oltre 6 milioni 864 mila euro programmati di cui impegnati 647mila euro (9,43) e con una percentuale di pagamenti programmati del 6,57 con un obiettivo di spesa al 31 dicembre prossimo di 1 milione 621 mila euro e con spese certificate allo scorso 31 dicembre di appena 392mila euro: occorre quindi certificare entro fine anno spese per 1,2 milioni. Per i Por Fesr Campania le risorse programmate ammontano a 1 milione 118 mila euro, con il 6,68 degli impegni programmati, di cui i pagamenti programmati ammontano a 2,37 con un obiettivo di spesa al 31 dicembre prossimo di 176 mila euro: ne restano 155mila che portano il totale dei fondi da spendere entro l'anno a quasi 1,4 milioni di euro.